(ANSA) - TORINO, 05 NOV - Il presidente della Fondazione Agnelli, John Elkann, è stato premiato a New York dal presidente dell'American Italian Cancer Foundation, Daniele Bodini, che gli ha conferito l'"Alessandro di Montezemolo Lifetime Achievement Award". Il riconoscimento, assegnato dalla Fondazione americana, vuole "onorare l'impegno di chi sostiene in modo duraturo la ricerca contro i tumori e favorisce la collaborazione tra Italia e Stati Uniti". Nel corso della cerimonia, alla quale ha partecipato anche il console generale italiano a New York, Giuseppe Pastorelli, sono stati premiati per le loro attività scientifiche e sperimentali anche i ricercatori Ronald P. DeMatteo, Raymond J. Deshaies e Silvia Formenti. L'American Italian Cancer Foundation è stata fondata nel 1980 da personalità di alto profilo come Umberto Veronesi e Alessandro di Montezemolo, ai quali si sono aggiunti esponenti del mondo scientifico, filantropico e imprenditoriale attivi sulle due sponde dell'Atlantico, tra cui Umberto Agnelli, Renato Dulbecco e Mary Lasker. La Fondazione americana ha preceduto di alcuni anni l'avvio delle attività di istituzioni italiane impegnate nello stesso ambito, come la Fondazione Piemontese per la Ricerca e Cura contro il Cancro, nata nel 1986 e oggi Fondazione Allegra Agnelli, e l'Istituto Europeo di Oncologia, fondato nel 1991. Nel corso dell'evento, Elkann ha annunciato l'istituzione di una borsa di studio intitolata alla Fondazione Allegra Agnelli, che permetterà a una ricercatrice o a un ricercatore italiano di approfondire i propri studi presso uno dei laboratori americani collegati all'American Italian Cancer Foundation. Elkann ha ringraziato la zia Allegra per lo straordinario impegno profuso nella Fondazione che da alcuni mesi porta il suo nome e ha reso omaggio ai medici, ai ricercatori e ai donatori che sostengono un'attività che non conosce confini. "Queste due fondazioni - ha detto - sono nate a sei anni di distanza e ai due lati di un oceano. Ma condividono la stessa convinzione: la ricerca è la forma più concreta di speranza di cui disponiamo. Quest'anno Allegra ha scritto che il lavoro della Fondazione deve oggi spingersi oltre i propri confini. Mi piace pensare che possa cominciare proprio qui, a New York, la città in cui sono nato. La mia famiglia sa bene, come tante altre, quanto questa malattia possa portarci via. Candiolo ha mostrato a tutti noi quanto si possa fare, quando si decide insieme di non arrendersi". (ANSA).