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ROMA. Dai riflettori di Montecitorio agli scaffali della Caritas. Irene Pivetti, la più giovane presidente della Camera della storia repubblicana, ha raccontato al Giornale gli anni difficili vissuti dopo le inchieste giudiziarie.
«Mi hanno distrutto l’immagine, sequestrato tutto. Non avevo nemmeno i soldi per mangiare», rivela. Nei giorni più bui, durante il lockdown, «andavo a ritirare i pacchi con cibo in scatola alla Caritas di San Vincenzo».
Poi l’incontro con una cooperativa di ex detenuti: «Ho iniziato facendo le pulizie, poi ho ricevuto mille euro di stipendio. Non potevo crederci: finalmente avevo i soldi per mangiare».
La Pivetti parla senza rancore: «La macchina giudiziaria è una macelleria, ma non mi cambieranno». Oggi guarda avanti con fede e con un sorriso: «Devo vivere oggi, non posso aspettare i 70 anni per la verità».
(foto Ansa)


