WASHINGTON. Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno annunciato di aver iniziato a sferrare "una serie di potenti attacchi contro l'Iran" in risposta alle azioni di Teheran contro le navi commerciali nello stretto di Hormuz".

"L'aggressione dell'Iran è stata ingiustificata, pericolosa e ha rappresentato una palese violazione del cessate il fuoco", si legge in un post su X dell'Us Central Command. Non è chiaro quale sia stato l'obiettivo specifico degli attacchi americani ma i media iraniani hanno riferito che sei proiettili hanno colpito l'area del molo di Taheroui, a Sirik, nell'Iran meridionale.

Si tratta dei primi attacchi militari Usa dalla fine di giugno, quando si verificarono diversi giorni di attacchi e contrattacchi tra le due parti. I media statali iraniani hanno segnalato una serie di esplosioni udite nella regione dello Stretto di Hormuz, pochi istanti dopo che funzionari statunitensi avevano annunciato attacchi "potenti" contro l'Iran.

L'agenzia di stampa Irib ha riferito che sei esplosioni sono state udite sull'isola iraniana di Qeshm, sette nella città di Sirik e altre nella città portuale di Bandar Abbas.

Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno ripetutamente violato il memorandum d'intesa concordato e ha avvertito che ci saranno ritorsioni in seguito agli attacchi di Washington contro obiettivi nello Stretto di Hormuz. "L'Iran lancia un serio avvertimento sulle conseguenze della violazione del trattato da parte degli Stati Uniti e adotterà misure decisive per proteggere i propri interessi e la sicurezza nazionale", ha affermato il ministero in una dichiarazione pubblicata su Telegram da Irib News.

'Iran afferma di aver colpito basi statunitensi in Kuwait e Bahrein, secondo quanto riportato dalla televisione di Stato iraniana. Le Guardie Rivoluzionarie hanno dichiarato di aver colpito decine di installazioni militari statunitensi in Bahrein e Kuwait in risposta agli attacchi americani, secondo un comunicato diffuso dall'emittente statale IRIB. "In una prima risposta a questa aggressione, la Marina e le Forze Aerospaziali delle Guardie Rivoluzionarie hanno condotto un'operazione con missili e droni, colpendo 85 installazioni militari statunitensi chiave" nei due Paesi, e abbattendo un drone MQ-9, si legge nel comunicato.