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La catena di comando dei carabinieri che ha depistato le indagini per accertare le cause sulla morte di Stefano Cucchi rischia di finire sotto processo. La Procura di Roma dopo 29 giorni dalla chiusura dell’inchiesta ha formalmente chiesto il processo per otto militari dell’Arma tra cui anche ufficiali che avrebbero orchestrato il tentativo di insabbiamento della verità sulla morte del geometra romano.
Accusati in sostanza di avere allestito «una partita con le carte truccate», come ha detto il sostituto procuratore Giovanni Musarò. Ed è toccato proprio a Musarò e al procuratore capo Giuseppe Pignatone firmare la richieste di giudizio nei confronti, tra gli altri, del generale Alessandro Casarsa, all’epoca dei fatti capo del Gruppo Roma, e per colonnello Lorenzo Sabatino, ex capo del nucleo operativo di Roma. I reati contestati, a seconda delle posizioni, sono falso, omessa denuncia, favoreggiamento e calunnia.



