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ROMA. Firmato in via definitiva il Contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto Istruzione e ricerca per il triennio 2025-2027, limitatamente alla parte economica. L'accordo, sottoscritto oggi all'Aran, interessa circa 1,2 milioni di dipendenti, pari a quasi un terzo del personale della pubblica amministrazione.
Il presidente dell'Aran, Antonio Naddeo, ha sottolineato che il rinnovo è stato concluso in soli tre incontri negoziali, definendolo il primo contratto della nuova tornata 2025-2027 a completare il proprio iter. "Per la prima volta nella storia delle relazioni sindacali pubbliche, il comparto Istruzione e ricerca ha aperto la tornata nazionale. È la conferma che, quando ci sono l'impegno politico nello stanziamento delle risorse e una volontà condivisa tra le parti, la contrattazione pubblica può essere rapida, efficace e unanime", ha dichiarato.
Dal 1° gennaio 2027 gli aumenti medi lordi dello stipendio tabellare saranno pari a 137 euro al mese per l'intero comparto, calcolati su tredici mensilità. Per i docenti della scuola l'incremento medio sarà di 143 euro mensili, mentre per il personale Ata l'aumento medio sarà di 107 euro.
Con la firma definitiva saranno inoltre liquidati gli arretrati maturati dalla decorrenza del contratto. Gli importi stimati sono di 1.253 euro per il personale degli enti di ricerca, 1.034 euro per il personale Afam, 855 euro per i docenti della scuola, 854 euro per il personale universitario e 633 euro per il personale Ata.
L'Aran ha infine confermato che proseguono le trattative per la parte normativa del contratto, che completerà il rinnovo del comparto Istruzione e ricerca per il triennio 2025-2027.


