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L'Università di Trento si sfila la corona di migliore ateneo d'Italia scivolando al secondo posto nella sua categoria, quella delle istituzioni statali di media grandezza, dietro a Siena . Fra i piccoli atenei privati, la Libera Università di Bolzano si piazza al primo posto. I dati sono quelli dell'annuale classifica stilata dal Censis che fotografa lo stato e la qualità dell'offerta formativa post-maturità del Paese.
Distinte fra private o statali, successivamente divise per dimensione sulla base del numero di iscritti in quattro gruppi (piccole, medie, grandi, mega) con l'aggiunta di un quinto che comprende i Politecnici, alle università italiane vengono assegnati dei punteggi in cinque categorie diverse: servizi; borse e contributi in favore degli studenti; strutture; comunicazione e servizi digitali; internazionalizzazione.
Trento , con 9,22 punti, per due decimali, scivola al secondo posto dietro a Siena, davanti a Sassari e Trieste. Reggono i cugini altoatesini della realtà bolzanina - vent'anni di vita e meno di quattromila iscritti - che è riuscita a piazzarsi al vertice delle piccole - private con una media di 108,8 punti.
L'ateneo guidato dal rettore Paolo Collini perde un paio di punti alla voce del sostegno allo studio e uno per le strutture, mentre rinforza la sua offerta dal punto di vista dei servizi digitali, della comunicazione e dell'attitudine all'internazionalizzazione, nel complesso scendendo da un punteggio medio di 99,8 a 99,2, che lo posiziona, seppure di pochissimo, alle spalle di Siena (99,4 punti). La prestazione migliore è alla voce comunicazione/servizi digitali, con 110 punti, seguita dalle strutture (102 punti) e dal sostegno allo studio (100 punti), infine l'apertura internazionale con 94 punti e i servizi agli studenti che fanno segnare 90 punti. Stabile al terzo posto fra gli atenei medi l' Università di Sassari .
L'Istituto di ricerca Italiano ha anche analizzato nel dettaglio l'offerta in ambito didattico dove spicca il primo posto fra gli atenei statali del corso di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza dell'università trentina con 99,5 punti davanti all' Università di Modena e Reggio Emilia e a quella di Bologna . Le classifiche relative alla didattica sono state stilate osservando le 47 classi di laurea triennali istituite con la legge 270, poi raggruppate in 15 aree disciplinari, oltre alle 6 aree dei corsi magistrali. Ogni facoltà è analizzata su due categorie: la progressione di carriera degli studenti ( la persistenza degli studenti fra primo e secondo anno, il tasso di regolarità di iscritti ai corsi e di laureati) e i rapporti internazionali. Giurisprudenza di Trento primeggia con una media di 99,5 data dal massimo del punteggio, 110, per l'internazionalizzazione e gli 89 punti della progressione di carriera.
Nella classifica dedicata alle lauree triennali la facoltà di Lingue moderne del capoluogo spicca un bel balzo in alto passando dal 5° al 2° posto, dietro solo a Trieste , con un punteggio complessivo di 105,5 punti, raggiungendo il massimo di 110 per la progressione di carriera. Anche il gruppo disciplinare scientifico, cioè Informatica e Matematica, migliorano rispetto al 2016 piazzandosi al 6° posto con 94 punti.
E salgono al 4° posto anche i corsi di laurea triennale del gruppo economico-statistico con 103,5 punti, idem per il gruppo socio-politico, mentre si conferma stabile al 5° posto l'ambito psicologico. Nona posizione per le triennali di ingegneria (erano 7°). Indietro i corsi dell'ambito letterario-umanistico (dal 17° al 19°) e il corso magistrale in Ingegneria Edile -Architettura (dal 24° al 23°)
Fra gli atenei statali italiani si confermano ai vertici delle proprie categorie Bologna , Perugia e Camerino : se per le prime due a fare la differenza sono le voci comunicazione / servizi digitali e Internazionalizzazione, la piccola Camerino eccelle in sostegno agli studenti e stacca di ben 25 punti la seconda in classifica ( Teramo ) sui servizi. Fra i grandi atenei statali, al quarto posto, si colloca una new entry, l' Università di Modena e Reggio Emilia passata dai medi ai grandi atenei e aumentando di 3 punti i servizi agli studenti.
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