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MONZA. Sequestro di azioni ordinarie del gruppo Campari per oltre 1,29 miliardi di euro nell’ambito di un’indagine della guardia di finanza su presunte irregolarità fiscali legate a una fusione societaria. Il provvedimento è stato disposto dal gip di Monza e riguarda i titoli in capo alla holding lussemburghese Lagfin S.C.A.
Secondo quanto ricostruito dall’indagine, coordinata dalla Procura di Monza guidata da Claudio Gittardi, la verifica fiscale del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Milano ha riguardato le operazioni che hanno portato alla “fusione per incorporazione” della controllata italiana in Lagfin.
Gli inquirenti ipotizzano i reati di dichiarazione fraudolenta e responsabilità amministrativa degli enti. In particolare, viene contestata la mancata dichiarazione di plusvalenze da exit tax per oltre 5,3 miliardi di euro maturate in capo alla società italiana poi incorporata e non tassate in occasione del trasferimento delle attività all’estero.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il gruppo avrebbe trasferito formalmente gli asset a una branch domestica neo costituita, mantenendo però la gestione effettiva del ramo finanziario presso la casa madre lussemburghese. Il sequestro è stato eseguito vincolando le azioni fino a concorrenza dell’imposta ritenuta non versata.
La misura cautelare arriva al termine degli approfondimenti avviati dopo la verifica fiscale, mentre l’inchiesta prosegue per accertare ruoli e responsabilità nelle operazioni contestate.


