BERCHTESGADEN. Un vasto incendio ha colpito il Nido dell’Aquila di Adolf Hitler, lo storico rifugio sulle Alpi Bavaresi, nella Germania meridionale, utilizzato durante il nazionalsocialismo dai vertici del regime. Le fiamme sono divampate nella serata di venerdì 23 ottobre e hanno interessato l’edificio situato sul monte Obersalzberg. Una persona sospetta è stata fermata dalla polizia, secondo quanto riferito dai media tedeschi e riportato dall’agenzia France Presse.

I primi soccorritori sono arrivati sul posto alle 21.52, trovandosi davanti a un incendio di vaste proporzioni. Secondo il Comando di Polizia dell’Alta Baviera Meridionale, l’edificio era già completamente avvolto dalle fiamme. Non risultano feriti e, in base alle prime informazioni, nessuno si trovava all’interno della struttura al momento del rogo. Restano da chiarire le cause dell’incendio e l’eventuale coinvolgimento della persona fermata.

Il Kehlsteinhaus, situato a 1.834 metri di altitudine, venne completato nel 1938 all’interno dell’area riservata ai dirigenti nazisti. Contrariamente a una convinzione diffusa, non fu un regalo per il cinquantesimo compleanno di Hitler, che vi si recò soltanto poche volte. L’edificio, raggiungibile attraverso un caratteristico ascensore dorato scavato nella roccia, sopravvisse indenne ai bombardamenti alleati durante la Seconda guerra mondiale.

Dal 1952 il Nido dell’Aquila è utilizzato come rifugio di montagna e rappresenta una meta turistica legata anche alla memoria storica del nazionalsocialismo. Una mostra permanente ne ripercorre il passato. Il nome con cui è conosciuto a livello internazionale, Nido dell’Aquila, si diffuse soprattutto attraverso i film di guerra americani.