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TRENTO. Le 2.977 persone morte in una tragica mattina di 21 anni fa avranno giustizia e i terroristi degli attacchi che hanno cambiato per sempre la storia dell'America e dell'Occidente riceveranno la pena che meritano.
Nel giorno del ricordo degli attentati dell'11 settembre, Joe Biden prova a spegnere le polemiche assicurando alle famiglie delle vittime che la sua amministrazione è impegnata a sbloccare i processi fermi da anni nel carcere di massima sicurezza di Guantanamo.
"Non dimenticheremo mai", ha promesso il presidente degli Stati Uniti dopo aver deposto una corona di fiori al Pentagono.
Alle 9.37 di 21 anni fa sulla sede del dipartimento della Difesa americana piombò un Boeing 757 dell'American Airlines dirottato dai terroristi di Al Qaida. Nell'impatto morirono tutti i 64 passeggeri dell'aereo e 125 persone che si trovavano nell'edificio più grande al mondo.
"Sono onorato di essere qui con le famiglie delle vittime ancora una volta e ricordare tutti coloro che sono morti tra le fiamme e la cenere in quella terribile mattina di settembre", ha detto Biden accompagnato dal segretario alla Difesa Lloyd Austin e dal capo degli stati maggiori riuniti, il generale Mark Milley, sotto una pioggia battente che ha segnato tutte le commemorazioni di questo tragico anniversario. "Il dolore è il prezzo che paghiamo per l'amore", ha aggiunto il presidente citando il messaggio che la defunta regina Elisabetta inviò agli Stati Uniti all'indomani dell'attacco.
Al memoriale di Ground Zero a New York, dove gli schianti degli aerei e i crolli delle Torri Gemelle sono stati ricordati con momenti di silenzio e raccoglimento, c'era la vice presidente Kamala Harris con il marito Doug Emhoff, mentre la First Lady Jill Biden si è recata a Shanksville, in Pennsylvania, dove un altro aereo sequestrato dai terroristi, il volo 93 della United Airlines, si schiantò fallendo il suo obiettivo, forse addirittura la Casa Bianca, ma provocando la morte di tutte le 44 persone a bordo. "Quel giorno la storia dell'America è cambiata. Ma i terroristi sono riusciti il nostro carattere, fatto di forza e resilienza", ha sottolineato ancora Biden rivendicando i successi della sua amministrazione e di quella guidata dal suo ex capo, Barack Obama, nella lotta contro il terrorismo islamista.
"Ci sono voluti dieci anni per uccidere Osama bin Laden, ma lo abbiamo fatto. E quest'estate abbiamo ucciso Al Zawahiri. Non spaventerà più l'America. Continueremo a sorvegliare le attività terroristiche, non ci fermeremo e non esiteremo a difendere il popolo americano". Il presidente è anche tornato sulla necessità di oggi di lottare per la democrazia e proteggerla dai repubblicani estremisti sostenitori di Donald Trump. "Abbiamo il dovere di difendere quei diritti e e quelle libertà che i terroristi hanno provato a seppellire sotto al fumo, il fuoco, la cenere". Ma anche nella giornata dell'unità nazionale non sono mancate le discussioni. Mentre il sindaco di New York, Eric Adams, è da giorni criticato per non aver cancellato un torneo di golf femminile sponsorizzato dall'Arabia Saudita in programma il mese prossimo nel club di Trump in città, l'amministrazione Biden è sotto tiro poiché dopo 21 anni il processo del secolo, quello alla mente degli attacchi, Khalid Shaikh Mohammed, e ad altri quattro terroristi non ha ancora una data di inizio. "Ci stiamo lavorando", ha assicurato il presidente americano ma tra le famiglie delle vittime c'è diffidenza e frustrazione per una pagina buia che non riescono ancora a voltare.
I familiari delle quasi 3.000 vittime neppure dopo 21 anni riescono a trovare pace. Da una parte i processi alle menti degli attentati che continuano ad essere rinviati a Guantanamo, dall'altra i rapporti con l'Arabia Saudita, considerata il Paese culla della maggior parte dei terroristi delle Torri Gemelle, la pagina più buia della storia americana per molti non è stata ancora definitivamente voltata.
Unico successo che l'amministrazione Usa può rivendicare quest'anno nel giorno in cui si ricordano gli attacchi, l'uccisione del leader di Al Qaida Ayman al-Zawahri.
AlPentagono si schiantò un Boeing 757 dell'American Airlines e morirono tutti i 64 passeggeri dell'aereo, inclusi i terroristi, e 125 persone che si trovavano nel palazzo del dipartimento della Difesa.
La First Lady Jill Biden ha partecipato alla cerimonia a Shanksville, in Pennsylvania, dove un altro aereo sequestrato dai terroristi, il volo 93 della United Airlines, si schiantò fallendo il suo obiettivo, forse addirittura la Casa Bianca, ma provocando la morte di tutte le 44 persone a bordo.
Infine la vicepresidente Kamala Harris, accompagnata dal marito Doug Emhoff, sarà al memoriale di Ground Zero. Proprio il sindaco di New York, Eric Adams, è criticato in questi giorni dai parenti delle vittime degli attentati per un torneo di golf femminile sponsorizzato dall'Arabia Saudita che si terrà ad ottobre nel club di Donald Trump in città. Le famiglie, ma anche diversi rappresentanti del consiglio municipale, hanno chiesto al primo cittadino di annullare l'evento in segno di rispetto per le tante vite perdute l'11 settembre.
Quindici dei 19 attentatori erano sauditi e, anche se formalmente non sono mai state accertate le responsabilità del governo di Riad, in tanti accusano l'Arabia Saudita di essere terreno fertile e rifugio sicuro per i terroristi.
"Chiediamo al sindaco di New York di stare lontano da Ground Zero e da tutti gli altri memoriali ed eventi dell'11 settembre a meno che non annulli l'Aramco Golf Series finanziata dall'Arabia Saudita", ha dichiarato Brett Eagleson, che rappresenta le famiglie delle vittime. L'ufficio del sindaco ha replicato di non poter intervenire poiché si tratta di una decisione presa dal predecessore Bill de Blasio e di non poter rompere il contratto con la Trump Organization per ragioni legali.
Il tycoon era stato già attaccato a luglio per aver ospitato un altro torneo di golf sponsorizzato dall'Arabia Saudita nel suo club di Bedminster in New Jersey. Come tante polemiche ha suscitato il bilaterale a Riad tra Biden e il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman.
Intanto nel carcere di massima sicurezza di Guantanamo sono ancora bloccati i processi a Khalid Shaikh Mohammed e altri quattro terroristi considerati le menti degli attacchi.
Rinvii che per i parenti delle vittime significano la mancanza di risposte a domande che hanno 21 anni.
Nel 2009 l'allora presidente Barack Obama annunciò che Mohammed sarebbe stato trasferito a New York per essere messo sotto processo in un tribunale federale di Manhattan. Tuttavia la città si tirò indietro anche di fronte ai costi esorbitanti per la sicurezza. Se condannato, colui che è considerato l'artefice del peggior attentato della storia americana, rischia la pena di morte.


