TRENTO. Non è passato inosservato, ai molti amministratori di piccoli comuni, un particolare legato all’assestamento di bilancio provinciale. La giunta leghista, che in campagna elettorale aveva messo la cancellazione dell’obbligo di gestioni associate, distribuisce soldi e permette assunzioni ai Comuni che «continuano ad aderire alle gestioni associate».

Una frase buttata lì, in fondo ad un comunicato stampa trionfale di piazza Dante: «L'assestamento di bilancio che andrà in discussione in Consiglio provinciale a Trento alla fine di luglio prevede risorse per 61 milioni di euro totali a favore dei Comuni trentini, oltre al sostegno per nuove assunzioni».

L'impegno - precisava una nota del 13 luglio - è stato definito dal presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, attraverso un'integrazione del Protocollo di finanza locale per il 2021, sottoscritta dall'assessore agli enti locali Mattia Gottardi e dal presidente del Consiglio delle autonomie, Paride Gianmoena. Il protocollo prevede che la Provincia trasferirà 30 milioni di euro al Fondo per gli investimenti programmati dai Comuni. Una quota di tali risorse, pari a 4,5 milioni, sarà ripartita tra i Comuni che conferiscono risorse al Fondo di solidarietà 2021. La restante quota verrà ripartita tra tutti i Comuni sulla base dei criteri utilizzati per i precedenti riparti».

Ulteriori 10 milioni saranno destinati al Fondo di riserva per opere di natura urgente. Si rendono disponibili, poi, 21 milioni di euro da destinare a sostegno degli interventi relativi ad edilizia scolastica ed asili nido. E in fondo, la chiusa che non ti aspetti: «Infine, si introduce nella disciplina vigente la possibilità per la Provincia di concorrere agli oneri derivanti dall'assunzione di ulteriore personale da parte dei Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti che non dispongono di sufficienti risorse finanziarie e che continuano ad aderire a una gestione associata».