TRENTO. L’adenocarcinoma polmonare è una delle forme più comuni di tumore maligno del polmone. È la diagnosi confermata a papa Leone XIV dopo l’intervento chirurgico eseguito il 13 ottobre al Policlinico Gemelli di Roma, durante il quale è stato asportato il lobo inferiore del polmone destro. Secondo il bollettino medico diffuso dalla Santa Sede, l’operazione si è conclusa senza complicazioni e il Pontefice si è risvegliato regolarmente.

Ma che cos’è esattamente un adenocarcinoma polmonare? Come si manifesta, quali sono i fattori di rischio e quali possibilità di cura offre oggi la medicina?

L’adenocarcinoma appartiene al gruppo dei tumori polmonari non a piccole cellule, che rappresentano la maggioranza delle neoplasie maligne che colpiscono quest’organo. Si sviluppa a partire da cellule epiteliali con caratteristiche ghiandolari e interessa generalmente le zone più periferiche del polmone, vicino alle piccole vie respiratorie e agli alveoli, le strutture in cui avviene lo scambio di ossigeno e anidride carbonica.

È una forma tumorale particolarmente importante anche perché può colpire persone che non hanno mai fumato. Il fumo di sigaretta resta uno dei principali fattori di rischio per il tumore polmonare nel suo complesso, ma non è l’unica causa possibile dell’adenocarcinoma.

I sintomi: perché può essere difficile riconoscerlo

Nelle fasi iniziali l’adenocarcinoma polmonare può non provocare disturbi evidenti. La malattia può quindi essere individuata durante esami eseguiti per altri motivi o nel corso di controlli medici.

Quando compaiono, i sintomi possono comprendere tosse persistente, difficoltà respiratorie, affanno, dolore al torace e, in alcuni casi, presenza di sangue nell’espettorato. Possono inoltre manifestarsi stanchezza, perdita di peso non intenzionale e riduzione dell’appetito.

Questi segnali non indicano necessariamente la presenza di un tumore, perché possono essere associati anche a numerose altre condizioni. Se persistono o destano preoccupazione, è comunque opportuno rivolgersi al medico per gli accertamenti necessari.

Le cause e i fattori di rischio

L’adenocarcinoma si sviluppa quando alcune cellule accumulano alterazioni genetiche che ne modificano il comportamento, favorendone la moltiplicazione incontrollata. Non esiste però una causa unica valida per tutti i pazienti.

Oltre al fumo attivo, tra i fattori di rischio riconosciuti figurano l’esposizione al radon, all’amianto e ad alcune sostanze nocive presenti negli ambienti di lavoro. Anche l’inquinamento atmosferico può contribuire al rischio di sviluppare un tumore polmonare.

La malattia può comunque insorgere anche in assenza di fattori di rischio evidenti. Per questo motivo, il fatto di non aver mai fumato non esclude la possibilità di sviluppare un adenocarcinoma.

Come si diagnostica e come si cura

Per individuare una lesione sospetta possono essere utilizzati esami di diagnostica per immagini, in particolare la tomografia computerizzata (Tac). La diagnosi viene poi approfondita attraverso l’analisi del tessuto tumorale, quando possibile, per identificarne le caratteristiche e stabilire l’estensione della malattia.

La scelta della terapia dipende soprattutto dallo stadio del tumore, dalle sue dimensioni, dalla posizione e dalle condizioni generali del paziente. Se la neoplasia è circoscritta e può essere rimossa, la chirurgia rappresenta spesso il trattamento principale.

Nel caso di papa Leone XIV, i medici hanno eseguito una lobectomia, cioè l’asportazione del lobo polmonare interessato. Il polmone destro è formato da tre lobi, mentre quello sinistro ne ha due. L’intervento consente di rimuovere la parte colpita e, attraverso gli esami sui tessuti prelevati, di ottenere informazioni importanti sull’estensione della malattia.

A seconda dei risultati, può essere sufficiente l’intervento chirurgico oppure può rendersi necessario un trattamento aggiuntivo. Tra le opzioni disponibili ci sono chemioterapia, immunoterapia e terapie mirate, scelte in base alle caratteristiche biologiche del tumore e alla presenza di eventuali alterazioni molecolari. In casi selezionati possono essere impiegate anche la radioterapia o altre strategie terapeutiche.

La prognosi: conta soprattutto lo stadio

Una diagnosi di adenocarcinoma polmonare non equivale automaticamente a una prognosi sfavorevole. Quando il tumore viene individuato in una fase iniziale, è ancora localizzato e può essere asportato completamente, le possibilità di trattamento con intento curativo sono maggiori.

Per definire la prognosi è però necessario conoscere con precisione l’estensione della malattia. Un elemento importante è l’eventuale coinvolgimento dei linfonodi, che può indicare se le cellule tumorali abbiano iniziato a diffondersi oltre la sede originaria.

Per quanto riguarda il Pontefice, le informazioni diffuse confermano la diagnosi e l’esito positivo dell’intervento, ma non sono sufficienti, da sole, per stabilire una prognosi individuale definitiva. Saranno gli ulteriori risultati degli esami e le valutazioni dell’équipe medica a chiarire se siano necessarie altre terapie oltre alla chirurgia.