La norma

Il femminicida perde i diritti sulle spoglie, ok definitivo dalla Camera

La proponente Bongiorno: "Si evita che il femminicida, anche se indagato, possa occultare le prove"

ROMA

ROMA. La Camera dei deputati ha approvato in via definitiva e all’unanimità la proposta di legge che introduce la decadenza dai diritti di disposizione delle spoglie mortali per chi uccide il coniuge, il partner di unione civile, il convivente o un parente prossimo. Il testo, proposto al Senato da Giulia Bongiorno, nasce con un’attenzione particolare ai casi di femminicidio.

L'obiettivo, come spiega Bongiorno, esprimendo soddisfazione per il via libera unanime, è "evitare che l'autore del femminicidio, anche se indagato, possa approfittare di un vecchio regolamento che gli conferiva il potere sulle spoglie della vittima per occultare le prove del delitto".

La norma interviene introducendo una pena accessoria che scatta in caso di condanna o di patteggiamento ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale.

La decadenza riguarda una serie di reati: maltrattamenti contro familiari o conviventi da cui derivi la morte, omicidio, infanticidio in condizioni di abbandono, omicidio del consenziente, istigazione al suicidio, omicidio preterintenzionale e abbandono di minori o incapaci con esito mortale. Nei confronti dei soggetti condannati viene meno ogni diritto su tumulazione, inumazione e cremazione.

Il provvedimento prevede inoltre che, già dall’iscrizione nel registro degli indagati e fino a eventuale assoluzione definitiva, sia sospeso ogni potere sulle spoglie. In caso di procedimento per i delitti indicati, la cremazione resta vietata fino alla sentenza passata in giudicato o, in caso di archiviazione, per tre anni salvo diversa decisione motivata del giudice. Una successiva modifica del regolamento di polizia mortuaria dovrà essere adottata entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge.

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