L’inchiesta

Crans-Montana, arrestato il proprietario del Constellation

La procuratrice di Sion ha disposto una misura cautelare restrittiva per pericolo di fuga. Per la moglie chiesti i domiciliari e il braccialetto elettronico: «Una tragedia, mi scuso con le vittime»

TRENTO. La procuratrice di Sion Beatrice Pilloud ha disposto una misura cautelare restrittiva nei confronti di Jacques Moretti, il proprietario del Constellation, il locale in cui si è verificata la strage di capodanno a Crans Montana.

L'uomo, al termine dell'interrogatorio di oggi, è uscito dal palazzo di giustizia a bordo di un cellulare della polizia cantonale. "Considerate le sue dichiarazioni, il suo percorso di vita e la sua situazione in Svizzera e all'estero il pubblico ministero ha stimato che il pericolo di fuga è concreto", ha spiegato in una nota la procuratrice generale di Sion Béatrice Pilloud. Nel corso dell'interrogatorio di oggi "una nuova analisi del rischio di fuga è stata svolta in maniera dettaglia", aggiunge la magistrata.

Il rischio di fuga può essere mitigato da misure alternative, come l'uso di un dispositivo elettronico o il pagamento di una cauzione. L'accusa chiede pertanto al tribunale di imporre misure restrittive per il suo rilascio in condizioni alternative. Jacques Moretti è presunto innocente.

La moglie Jessica Moretti è invece uscita dagli uffici della procura accompagnata dai suoi avvocati. "I miei pensieri costanti per le vittime e le persone che si stanno battendo tra la vita e la morte oggi, è una tragedia inimmaginabile e non avrei mai potuto immaginare che questo si potesse verificare in un nostro locale e voglio scusarmi", ha detto uscendo in lacrime dagli uffici della procura di Sion. Per lei la procura di Sion ha richiesto al Tribunale delle misure coercitive l'applicazione degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

La richiesta ha l'obiettivo di "limitare il pericolo di fuga". I coniugi Moretti sono stati interrogati per sei ore e mezza negli uffici della procura di Sion. Sono rimasti negli uffici giudiziari dalle 8 del mattino fino ad oltre le 14, anche durante il minuto di silenzio osservato in tutta la Svizzera, all'inizio della cerimonia di commemorazione delle vittime a Martigny e accompagnato dal suono delle campane di tutte le chiese. Accompagnati dagli avvocati Yaël Hayat, Nicola Meier e Patrick Michod, i due imprenditori sono stati sentiti singolarmente dalla procuratrice Pilloud. I coniugi francesi, che erano già stati sentiti come testimoni, sono ora indagati per omicidio, lesioni e incendio colposo. Agli interrogatori hanno potuto assistere anche gli avvocati che rappresentano alcune vittime, Sebastien Fanti e Romain Jordan, che è stato il primo a uscire da palazzo di Giustizia senza commentare l'esito dell'interrogatorio. Al termine gli indagati si sono trattenuti ancora negli uffici della procura.

"Riferirò alle famiglie ciò che si è svolto oggi, perché ne ho il diritto, famiglie che hanno infinito bisogno di risposte e di sentire che questo procedimento sta andando avanti e spero di poter fornire loro degli elementi", ha detto l'avvocato Roman Jordan, legale di alcune famiglie di vittime dell'incendio del Constellation, dopo l'interrogatorio dei proprietari del locale. "Non posso commentare - ha aggiunto - perché il pubblico ministero ha deciso di imporre delle restrizioni e ho intenzione di rispettare queste restrizioni nell'interesse dell'inchiesta". "Non ci daremo alla macchia né ci nasconderemo. Siamo persone serie, non delinquenti", dice il padre di Jacques Moretti. "Conosco mio figlio - prosegue - non scapperà mai. È una questione d'onore. Pensiamo alle vittime, anche noi abbiamo perso persone care e persone a cui volevamo bene. Piangiamo ogni giorno. Non riesco più a dormire. Ora, se la stampa vuole fare a pezzi Jacques, sono affari suoi. Alla fine - conclude - risponderemo solo alla giustizia. Mio figlio è responsabile perché è il suo locale, ma resta da vedere se è colpevole".

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