Il caso

Sentenza storica: Milano, il Tribunale dà ragione ai residenti esasperati dalla movida

Il Comune condannato a risarcire i cittadini e a ridurre il rumore: 4.700 euro per ogni ricorrente

MILANO. Una sentenza storica arriva dal Tribunale per i residenti della zona Lazzaretto-Melzo. Il giudice Susanna Terni condanna il Comune a risarcire i cittadini martoriati da anni di "malamovida selvaggia" con picchi di rumore fino a 73,5 decibel, quasi il doppio del limite consentito di 55 decibel. Nella sentenza pronunciata lo scorso 26 novembre, il magistrato ordina a Palazzo Marino di far cessare immediatamente le immissioni rumorose nelle ore tra le 22 e le 6, condannandolo al pagamento di 4.700 euro per ciascuno dei circa 30 ricorrenti, per un totale che supera i 130mila euro.


La vicenda affonda le radici in anni di documentazione: foto e video mostrano strade trasformate in fiumi umani, con migliaia di giovani fuori dai locali, ambulanze bloccate dalla folla, e una situazione di degrado generale. Fondamentale per la decisione è stata la consulenza fonometrica che ha rilevato superamenti costanti dei limiti di tollerabilità, con le sorgenti di rumore chiaramente riconducibili all'affollamento esterno ai locali e ai dehors.


Il Comune ha presentato le proprie iniziative dal 2016: protocolli con la Prefettura, limitazioni orarie, divieto di vetro e potenziamento dei servizi. Però, secondo il giudice, tali misure non si sono dimostrate sufficienti. Il comitato dei residenti esulta: questa sentenza riconosce i diritti dei cittadini e apre la strada a una gestione più rigorosa della movida milanese.

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