Trento, la scommessa di Alessandro Baracetti

di Nicola Marchesoni

Prima passeggiata in centro storico, ieri mattina, per il candidato sindaco di Trento del centrodestra. La coalizione che ha nella Lega il suo partito forte giovedì sera ha deciso di provare a sfilare la città al centrosinistra puntando su Alessandro Baracetti.
Avvocato, 50 anni, juventino, una collega come moglie, papà di Giulio (3 anni e mezzo), appassionato di montagna, di animali e della pittura.  



Emozionato?

Emozionato e onorato. Non deluderò le aspettative di chi mi ha voluto e cercherò di essere il primo cittadino di tutti.

Quando è stato contattato per la prima volta?

Nel momento in cui mi è stata fatta la proposta (prima di Natale, ndr), ho pensato che mi sarebbe piaciuto mettere la mia professionalità e la mia tenacia al servizio della città. E ho accettato.

Cosa ha votato alle ultime provinciali?

Ho votato per la coalizione che è al governo della nostra Provincia. Non mi faccia dire di più: ora sono garante di una coalizione ed ogni movimento che rappresento ha pari dignità e sostegno da parte mia. Non ho mai avuto tessere di partito e non ho mai fatto politica.  

La sua inesperienza politica non è un limite?

Essere inesperti non significa essere sprovveduti. Sono convinto che la politica abbia bisogno anche di volti nuovi, di persone che vengono dalla società civile, dalle categorie.

I suoi avversari hanno esultato dopo aver saputo che sarà lei il candidato del centrodestra.

La cosa mi fa un po’ sorridere, impareranno a conoscermi. Si parla tanto della necessità di rinnovamento, di partecipazione, di novità. Lascio ai miei rivali la convinzione di superiorità.

Sua moglie è felice di questa sua nuova avventura?

Mi appoggia in pieno.

Viene descritto come una figura moderata. Non si sentirà a disagio sul palco con Matteo Salvini?

Per me alzare i toni non è sinonimo di incapacità nella risoluzione dei problemi. Quello che conta sono i risultati. Io comunque sono una persona pacata e ritengo di essere stato scelto per questo. Non cambierò il mio modo d’essere.

Ha già in mente la sua giunta?

Mi piacerebbe valorizzare le donne.

Come valuta l’operato del sindaco uscente?

Alessandro Andreatta se ne va lasciandoci in eredità una città statica, poco dinamica. Voglio vivacizzarla e creare le condizioni per attrarre investitori.

Esiste a Trento un problema sicurezza?

Sì. Buonismo e sottovalutazione del fenomeno hanno aggravato la situazione, è il momento di intervenire. Alcune zone sono in balia del degrado e vanno recuperate.

Conosce Franco Ianeselli?

Non personalmente. Se la giocherà sui temi su cui è preparato, in primis sulla difesa del lavoro. Conosco quel mondo e farò passare il messaggio che la battaglia per il lavoro è anche per quelli che danno lavoro.

Un punto di debolezza del centrosinistra?

È schiacciata su parti estreme.

In caso di sconfitta resterà in Consiglio comunale?

Sì.

C’è qualcosa che la preoccupa?

So che la mia vita cambierà. Ho però voglia di lavorare per rilanciare Trento.

Che tipo di campagna elettorale farà?

Non urlata e basata sui contenuti.

Avrà ancora tempo per andare in montagna e per seguire la Juve?

Si troverà.

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