Oggi gli Usa scelgono il presidente Sondaggi: Hillary avanti su Trump

Ci siamo!

Tutto il mondo, oggi, guarda agli Stati Uniti d’America. È il giorno dell’elezione dle nuovo presidente, del successore di Barack Obama alla Casa Bianca.

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Nelle ultime ore di campagna, la candidata democratica Hillary Clinton sembra avere ripreso slancio nei sondaggi dopo che l’Fbi ha deciso di chiudere l’indagine su di lei.

Il repubblicano Trump attacca: «Ora tocca agli americani fare giustizia nelle urne», ma intanto secondo il New York Times il suo staff gli avrebbe tolto la gestione dell’account Twitter che lui usava in «maniera colorita e spesso controproducente». Ironia di Obama: «Se non sa gestire un account Twitter, figuriamoci i codici nucleari».

«Se qualcuno non sa gestire un account Twitter, figuriamoci i codici nucleari»: ha detto il presidente Usa Barack Obama riferendosi al candidato repubblicano per la Casa Bianca Donald Trump, «a cui apparentemente la (sua) campagna ha tolto l’account Twitter».

I SONDAGGI

La media dei sondaggi conferma il rimbalzo di Hillary Clinton che - secondo il sito specializzato RealClearPolitics - è ora avanti di 2,5 punti: 46,8% contro il 44,3% di Donald Trump. La candidata però non ha ancora raggiunto il «magic number» dei 270 grandi elettori necessari per la Casa Bianca. Anzi, quelli sicuri scendono a 203.

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Salgono a 171 infatti quelli ancora in gioco, aggiungendosi agli stati in bilico anche il New Mexico con la sua dote di 5 grandi elettori.

Trump resta fermo a quota 164. A Clinton basterà quindi conquistare 67 grandi elettori per raggiungere la soglia dei 270 necessari: vincendo Florida e Pennsylvania, dove è in leggero vantaggio, sarebbe fatta. Mentre per Trump l’impresa è molto più difficile, dovrebbe vincere molti più stati in bilico. Secondo alcune fonti tutti i «swing States» più uno storicamente democratico.

 

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Tutto dipenderà appunto da come andranno le cose nei 15 Stati in cui l’esito del voto è ancora incerto, quelli in cui la differenza tra i due candidati nella media dei sondaggi è inferiore al 5%. Assegnando gli stati in bilico a chi - Stato per Stato - è attualmente in vantaggio la Clinton avrebbe vinto, arrivando a 301 grandi elettori contro i 237 di Trump.

Ecco i termini più comuni che ricorrono nella nottata elettorale americana.

  • TURNOUT - È l’affluenza ai seggi. Sarà come in ogni elezione il primo dato ad essere diffuso dai media. Nel 2012 fu del 57,5%, giù rispetto al 62,3% del 2008.
  • POLLING STATION - Sono i seggi. I primi apriranno alle 7 del mattino sulla East Coast, gli ultimi alle Hawaii e in Alaska.
  • BALLOT BOX - Sono le urne. In molti seggi ci sono le ‘voting machinè, urne elettroniche dove si vota premendo dei pulsanti.
  • ELECTORAL VOTES - Sono i grandi elettori, la vera posta in palio della serata. Per vincere la Casa Bianca ne servono almeno 270 su 538.
  • TOSS UP - Sono gli stati in bilico (detti swing state o battleground state), dove ci sono quasi il 50% di chance di vittoria per ogni candidato.
  • TOO CLOSE TO CALL - È l’espressione usata per indicare che i numeri sono troppo vicini per indicare ancora un vincitore.

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