Giornata dell'autonomia nel settantesimo dell'accordo Il ministro Gentiloni: diciamo no a nuovi muri in Europa

L'esponente del governo rassicura Trento e Bolzano sul futuro dell'autonomia

Oggi si celebra la Giornata dell'autonomia, che quest'anno cade nel settantesimo anniversario della firma dell'accordo De Gasperi-Gruber.

Aprendo la cerimonia, in Provincia, il presidente del consiglio, Bruno Dorigatti, ha indicato l'«autonomia come antitesi a un neocentralismo che fa venir meno spirito unità nazionale».

Dorigatti aveva al suo fianco, nella sala Depero del palazzodi piazza Dante, il ministro degli esteri, Paolo Gentiloni, cui si è appellato affinché la riforma dello Statuto possa contare sull'intesa prevista nella riforma costituzionale Boschi-Renzi che salvaguardia la specialità del Trentino Alto Adige e stabilisce che le modfiche dello Statuto debbano avvenire, appunto, sulla base di un accordo fra Roma, Trento e Bolzano.

Per parte sua, Gentiloni, dopo aver sottolineato il valore del'accordo Degasperi-Gruber consolidatosi in questi 70 anni, ha rassicurato il Trentino Alto Adige sugli effetti della riforma costituzionale, ribadendo che le autonomie e le loro competenze anche in futuro saranno consolidate grazie appunto al meccanismo dell'intesa.

Il minisatro ha rilanciato la posizione italiana sul recupero della centralità di una visione europea transnazionale e contraria alla ricostruzione delle barriere, a cominciare dal Brennero. 
«Lo ripeto da Trento, l'Italia non rinuncia alla libera circolazione delle persone in Europa». Un caloroso applauso ha accolto  le sue parole sul rilancio del disegno di un'Europa unita e senza confini, libra anche dai muri contro i migranti.

«La pacifica convivenza in Alto Adige fra gruppi linguistici diversi viene presentata e vista talvolta come modello per altre zone europee che non hanno conosciuto analogo percorso di riconciliazione. L’autonomia altoatesina - tirolese dimostra che è possibile in Europa costruire autonomie speciali in cui popoli, culture, lingue diverse abbiano un percorso comune e di comune sviluppo», ha aggiunto Gentiloni.

«La soluzione della questione altoatesina - ha proseguito - può servire dunque da esempio oltre che per la protezione delle minoranze linguistiche in tutto il mondo anche per dare una risposta efficace, oggi sempre più necessaria, al giusto equilibrio fra le prerogative nazionali e quelle europee».

Dorigatti ha pure rilanciato il ruolo della Regione come strumento fondamentale per la dinamica dell'autonomia, una dinamica che però «ha senso solo se è aperta, se è capace di innovare, se non lascia soli nessuno».

Anche Paride Gianmoena (numero uno del Consorzio dei Comuni trentini) difende l'ancoraggio con il Sudtirolo, che invece a Bolzano molti mettono in discussione: «La Regione è la ragione della nostra autonomia».

Il presidente della giunta provinciale, Ugo Rossi, ha osservato, fr al'altro, che questo «è un settantesimo  che ricorda anche quanto il Trentino deve alla Repubblica voluta dal popolo». Rossi ha sottolineato anche il dinamismo del progetto autonomistico: «Autonomia è sinonimo di modernità», ha detto.

Ieri, intanto, è stata presentata ufficialmente la Consulta per il terzo Statuto, presieduta dal professore di diritto amministrativo Giandomenico Falcon, che dice: «Ritrovarci a discutere di riforma dello Statuto in un contesto in cui anche la Costituzione potrebbe essere modificata, può essere un'occasione, per l'autonomia».

[[{"type":"media","view_mode":"media_large","fid":"1489216","attributes":{"alt":"","class":"media-image"}}]]

comments powered by Disqus