Unioni civili, Renzi insiste «Fiducia senza adozioni»

È pronto il maxi-emendamento che sostituirà il ddl Cirinnà sulle unioni civili, escludendo la stepchild adoption ma mantenendo intatti i diritti alle coppie di fatto. «Adesso è arrivato il momento di decidere, anche a costo di usare lo strumento della fiducia», è il timing di Matteo Renzi che vuole l'ok del Senato, grazie all'accordo dentro la maggioranza, in pochi giorni. Alfano aspetta di vedere il testo ma l'impressione è che Ncd, ottenendo lo stralcio delle adozioni, darà il via libera ad una riforma che, alla fine, anche la sinistra dem non potrà non votare.

Dopo la svolta, annunciata dal premier all'assemblea dei democratici, il Pd si è messo al lavoro, con una serie di incontri e contatti, per arrivare oggi alle 13 all'assemblea dei democratici con il maxi-emendamento pronto. Renzi, che ieri ha incontrato i capigruppo Zanda e Rosato, non crede più all'intesa parlamentare con M5Ss

A questo punto la strada del maxi-emendamento con fiducia sarà messa oggi ai voti dei senatori dem nell'assemblea alla quale parteciperà anche il leader Pd.

La minoranza dem, così come anche Sel, ripete che bisogna cercare ancora un accordo con i grillini per impedire lo stralcio della stepchild. Ma, alla fine, quando si arriverà alla conta, tranne qualche duro e puro i renziani confidano che nel Pd prevarrà il realismo, ovvero che, anche senza il capitolo delle adozioni, l'Italia veda finalmente riconosciuti i diritti alle coppie etero e omosessuali.

Anche la relatrice del ddl, Monica Cirinnà avvalla infatti la scelta del governo: «Sulle unioni civili da due anni giochiamo a scacchi e l'emendamento del governo può farci fare scacco matto».

Il testo del maxi-emendamento, oltre a togliere il capitolo delle adozioni che, promette il renziano Marcucci, «sarà affrontato in un altro ddl», comprende, a quanto si apprende, «piccole modifiche» agli articoli 2 e 3 che definisce diritti e confini delle unioni di fatto. Ncd chiede che le unioni civili «non vengano equiparate ai simil-matrimoni» e la direzione sarebbe quella di inserire nel maxi-emendamento i 3 emendamenti a firma Lumia che specificano gli articoli del codice civile, non tutti, riconosciuti alle coppie di fatto. «Bene se prevale il buonsenso - afferma Alfano - sì ai diritti per le coppie anche omosessuali ma non mettiamo di mezzo i bambini e sia anche chiaro che non può essere una fotocopia del matrimonio fra uomo e donna».

Restano sulle barricate invece i grillini, che chiedono al presidente Grasso di convocare con urgenza una capigruppo «per definire una tempistica certa ed evitare il maxiemendamento e la fiducia, con cui ancora una volta il governo vuole esautorare il Parlamento». Più in difficoltà appare Fi che aveva motivato il no al ddl Cirinnà con la presenza della stepchild.

Spiazzate anche le associazioni Lgbt.

"Non si passi da legge Cirinnà a legge Alfano": commenta così Fabrizio Marrazzo, portavoce dell'associazione Gay Center, l'entusiasmo del leader di Ncd sugli sviluppi riguardanti la legge sulle unioni civili. "Questa deve essere la legge di tutti coloro che vogliono portare l'Italia dei diritti civili fuori dal Medioevo. Renzi dimostra di volerla. Sia #unabuonalegge" conclude Marrazzo.

Durissimo con Renzi il deputato di Possibile ex Pd Pippo Civati: «Non pensavo fosse possibile, ma questa volta il governo ha sorpreso in peggio anche me. Lo stralcio della stepchild adoption e la fiducia sul maxi-emendamento sono una cosa gravissima. Prendiamo definitivamente atto del fatto che la linea al Governo Renzi la dettano Sacconi e Formigoni. Si chiude la partit come ha detto qualcuno ancora una volta a scapito dei diritti e consegnando al Paese una legge monca. Non so come faranno i dem che si erano stracciati le vesti sulla stepchild adoption a votare la fiducia».


I numeri sono a geometria variabile in Senato sulle unioni civili, a seconda dello schema politico che verrà scelto: infatti oltre ad un accordo Pd-M5s-Sel (sfumato nei giorni scorsi), e a quello interno alla maggioranza di governo lanciato domenica da Renzi, si ipotizza anche un allargamento della base del consenso a Fi, eliminando la stepchild adoption.

Sul primo schema, cioè portare avanti il ddl Cirinnà comprese le stepchild adoption (su cui si voterà a scrutinio segreto) insistono la minoranza Pd, M5s e Sel. Ai 111 voti del Pd (il presidente Grasso non vota), occorrerebbe toglierne circa 30 sull'articolo 5 dei cattodem e di alcuni senatori di sinistra e senatrici femministe. Ai restanti 82 del Pd andrebbero aggiunti 30 (su 35) di M5s e 20 su 26 del gruppo misto (Sel e gli ex M5s).

A questi voti di sinistra si aggiungerebbero 17 su 19 di Ala, e 5 del gruppo delle Autonomie.

In tutto 153 con la possibile aggiunta di qualcuno dei senatori a vita (Elena Cattaneo, Carlo Rubbia, Renzo Piano). Contrari Ncd (32), Conservatori (10), Fi (40), Gal (15), Lega (12), 5 di M5s, 30 del Pd, 6 del gruppo Misto e 12-15 delle Autonomie. Sulla carta 162 "no".

Però va osservato che i cattodem si erano impegnati a votare comunque la legge qualora l'Aula avesse dato il via libera alla stepchild adoption. I dubbi in casa Pd riguardano l'affidabilità del sì di M5s.

Lo schema lanciato da Renzi, con possibile ricorso alla fiducia su un maxi-emendamento presentato dal governo che elimina la stepchild adoption, parte dalla compattezza dei 111 voti del Pd, a cui si aggiungerebbero 32 di Ncd, 20 delle Autonomie, 19 di Ala. Avendo stralciato la stepchild si potrebbero aggiungere le tre senatrici di Fare!, appartenenti al gruppo Misto. Tra i 182 e i 185 sì, che taglierebbero la testa al toro anche in caso di mal di pancia di qualche singolo senatore della sinistra Pd.

L'impostazione suggerita dal ministro Alfano, rinunciando alla fiducia e allargando a Fi, avrebbe il vantaggio di allargare la base parlamentare della legge. Questo schema però è più rischioso dal punto di vista della procedura parlamentare. Infatti la fiducia posta su un maxi-emendamento eliminerebbe la possibilità di praticare l'ostruzionismo da parte della Lega, che si oppone alla legge sulle unioni civili in quanto tale.

Senza la fiducia il regolamento prevede la possibilità di presentare sub-emendamenti al maxi-emendamento. Inoltre qualcuno nel Pd teme che Fi possa poi comportarsi come M5s, non assicurando il proprio voto. In ogni caso se si percorrerà questa strada il ddl avrebbe l'appoggio della maggioranza computata nel precedente schema, più almeno 35 senatori di Fi e forse anche i 10 Conservatori.

Senza la fiducia andrebbe però verificata l'adesione dell'ala critica di Ncd, e in particolare di Maurizio Sacconi e Nico D'Ascola.

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