Vitalizi da restituire: ecco i nomi dei 62 che ancora resistono

Ieri abbiamo pubblicato in esclusiva tutti i nomi e le cifre dei consiglieri ed ex consiglieri regionali che hanno fino ad ora restituito gli anticipi dei vitalizi dovuti (in totale 79 su 127), come previsto della legge del luglio scorso; poi di chi ha chiesto di ridare i soldi a rate o decurtandole dal fondo per il Tfr (Fondo di solidarietà)

di Luisa Maria Patruno

Ieri abbiamo pubblicato in esclusiva tutti i nomi e le cifre dei consiglieri ed ex consiglieri regionali che hanno fino ad ora restituito gli anticipi dei vitalizi dovuti (in totale 79 su 127), come previsto della legge del luglio scorso; poi di chi ha chiesto di ridare i soldi a rate o decurtandole dal fondo per il Tfr (Fondo di solidarietà); e infine di chi ha deciso di opporsi facendo ricorso e non ha ancora versato nelle casse pubbliche neppure un euro. Con gli ex consiglieri Francesco Romano e Caterina Dominici, che pur avendo presentato il ricorso hanno per ora restituito il dovuto - il primo 38.050,69 euro e la seconda 49.138,46 euro - ci sono altri 39 ricorrenti che si sono rivolti al giudice contestando l’obbligo di restituzione e si tengono stretti i soldi in attesa che sia il tribunale a stabilire chi ha ragione.

In totale mancano all’appello ancora 6.706.813,91 euro a cui vanno aggiunti i 14.390.000 euro di quote del Fondo Family, che erano state assegnate ai 40 consiglieri, che non avevano ancora maturato il requisito per l’assegno vitalizio, e la cui titolarità ora deve passare al consiglio regionale, un passaggio che però si sta rivelando anch’esso non privo di difficoltà. Regione e Consiglio regionale, però, in questo momento si trovano a dover difendere la nuova legge sui vitalizi non solo per quanto riguarda il recupero di questi 6,7 milioni dai 41 ex consiglieri o dai consiglieri che hanno optato per l’attualizzazione del vitalizio e che si sono opposti alla restituzione, ma anche dai ricorsi di 12 ex consiglieri che non hanno anticipi da restituire, ma che non accettano il taglio del 20% dell’assegno mensile stabilito dalla nuova legge, così come quelli di 9 vedove, anch’esse contrarie alla riduzione del 20% dell’assegno di reversibilità e degli ex consiglieri che sono stati anche parlamentari e che contestano il limite di 9.000 euro mensili di cumulo dei due vitalizi. In totale sono 62 ricorrenti.

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No al ricalcolo e alle restituzioni
Sono 39 (più Dominici e Romano) gli ex consiglieri regionali (tra chi già gode dell’assegno vitalizio e chi è in in attesa di maturare il diritto, che hanno presentato ricorso contestando l’obbligo a restituire i soldi ricevuti o a trasferire le quote del Fondo Family. Difesi da schiere di professori e avvocatoni del calibro di Giovanni Maria Flick, Francesco S. Bertolini, Saverio Ruperto, Romano Vaccarella, Alessandra Sandulli, Luca Mazzeo, gli ex consiglieri regionali ritengono - in via preliminare - che la nuova legge sia incostituzionale e chiedono dunque che il giudice si rivolga alla Consulta per un pronunciamento. I motivi dei ricorsi sono, però, per altri aspetti, diversi. L’avvocato Luca Mazzeo di Roma, che difende alcuni dei ricorrenti, chiede, ad esempio, che non venga applicata la legge regionale per «contrasto con i principi comunitari» e in via subordinata chiede al giudice la proposizione di una pronuncia pregiudiziale addirittura alla «Corte di giustizia dell’Unione europea con disapplicazione della legge regionale» e dei relativi atti amministrativi conseguenti.

Contro la riduzione del 20%
Ci sono poi 12 ex consiglieri - Roland Atz, Hubert Frasnelli, Giuseppe Agrimi, Franz Alber, Franz Bauer, Marco Bolzonello, Siegfried Brugger, Italo Craffonara, Wilhelm Erschbaumer, Zeno Giacomuzzi, Gerold Meraner, Vigilio Nicolini - che hanno presentato ricorso contro la decurtazione del 20% dell’assegno mensile, che varia dai 2.119 euro netti di Craffonara ai 3.148 di Atz. Gli ex parlamentari Brugger e Frasnelli si oppongono anche al tetto al cumulo dei vitalizi. Contestano il taglio del 20% dell’assegno anche 9 vedove tra cui le trentine: Carla Veneri vedova di Sergio Casagranda che vuole mantenere il suo assegno mensile di 4.014 euro netti, Norma Toller, vedova di Walter Micheli, Ida Prosser ved. Tomazzoni e Mirella Betta ved. Ricci.

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