TRENTO. Si è spento all'età di 78 anni padre Angelo Del Favero, uno dei fondatori della casa di via Adamello, destinata a madri e bambini in difficoltà, che per 30 anni ha portato il suo nome. Il religioso ha vissuto due vite, prima come cardiologo, poi come frate carmelitano, dopo aver lasciato il camice bianco per indossare il saio: «È importante curare il corpo ma ancor più le anime», diceva.


Fu don Piergiorgio Piechele, l'allora rettore del Seminario diocesano a Trento, a indicargli la strada che lo stesso Angelo faticava a trovare, provando una profonda insoddisfazione che andava ben oltre la professione. Alla sua fidanzata del tempo, ingegnera di Buenos Aires, con la quale stava per sposarsi, spiegò le sue ragioni. La chiamata per lui era diversa ed era verso Dio. Lasciò così tutti i sui averi e i suoi beni, donandoli al Centro di aiuto alla vita che prima grazie al vescovo monsignor Gottardi trovò sede in piazza D'Arogno. F.C.

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