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La Marcialonga è norvegese

Trionfano Gjeitnes e Berdal

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La Marcialonga numero 47 è stata completamente a traino norvegese grazie ai successi di Tore Bjoerseth Berdal al maschile e di Kari Vikhagen Gjeitnes, primi sul traguardo di Viale Mendini al termine dei soliti 70 chilometri avvincenti, resi per l’occasione ancor più impegnativi dalla leggera nevicata mattutina che specie nel tratto superiore del tracciato ha rallentato la neve.
Epilogo tutt’altro che scontato in entrambe le prove, per arricchire l’Albo d’Oro con due nuovi protagonisti che prima di ieri avevano provato senza fortuna ad imporsi nella Regina delle Granfondo.
Un riferimento soprattutto per Berdal che due anni or sono si era dovuto arrendere all’ultimo al russo Ilya Chernusov. Forse memore della beffa subita, Berdal ieri ha voluto muoversi d’anticipo, rubando il tempo dell’allungo finale al connazionale Tord Asle Gjerdalen che in cuor suo già cullava la possibilità di conquistare la quarta Marcialonga della carriera per arricchire ancor più il proprio bottino fiemmese, già nobile dopo le medaglie raccolte ai Mondiali del 2013.

La mossa di Berdal ha l’ha però sorpreso proprio mentre a sua volta studiava il sorpasso nei confronti del vincitore uscente Petter Eliassen, terza punta del tridente che ha caratterizzato la parte finale di gara, lungo le ultime rampe della salita della Cascata.
Al momento di uscire dalla scia, Gjerdalen si è trovato la strada bloccata dall’azione di Berdal, constatando a propria volta l’impossibilità di allestire un controsorpasso negli esigui spazi conessi da via Ress prima e da Viale Mendini poi.

Vista la bagarre ancora aperta, il presidente Angelo Corradini ha suggerito alla Soreghina di evitare rischi e di infilare la corona d’alloro al collo di Berdal solo a gara conclusa, dopo 3’05”53 di fatica, tempo decisamente alto e figlio a proprio volta della durezza del tracciato. A conti fatti i norvegesi hanno saputo dominare la scena, con un cinque su cinque nei piani alti della graduatoria ed addirittura nove atleti nella top ten, con il solo svedese Holmberg, sesto, ad interrompere parzialmente il monopolio vichingo. Tra i tanti big attesi, nono posto per il re del Cermis Sjur Roethe, 11imo per il russo Maxim Vylegzhanin, 25imo per Dario Cologna (sabato in gara in Coppa del Mondo ad Oberstdorf ma comunque sempre nel vivo della gara, fino all’imbocco della Cascata), con Petter Northug arrivato al traguardo un quarto d’ora dopo il vincitore, in 99ima posizione.

In casa Italia il maggior indiziato per un grande successo era il fiemmese Mauro Brigadoi, costretto però ad alzare bandiera bianca alla vigilia della gara per il più classico dei mali di stagione: miglior italiano di giornata è quindi risultato Gilberto Panisi (Team Robinson Trentino), 48imo, con Stefano Mich (Team Futura) ottimo 61imo sulle nevi di casa.

Norvegia padrona anche al femminile, si diceva: Kari Gjeitnes dopo una gara tatticamente accorta ha avuto il meglio nel finale della connazionale Astrid Slind, preceduta di una manciata di secondi dopo 3’21’59 di gara, con la svedese Lina Korsgren pronta a salire per il terzo anno consecutivo sul podio di Cavalese. Ottima prova per l’asiaghese di casa a Panchià Sara Pellegrini (Fiamme Oro), inseritasi al tredicesimo posto con un ritardo di 11’32 dalla vincitrice.
Nel cuore della mattinata a Predazzo il traguardo della Marcialonga Light (45km) aveva invece incoronato il russo Egor Mitroshin e la ceca Tereza Hujerova, con i due portacolori del Team Robinson Trentino Lorenzo Cerutti e Caterina Piller a conquistare la terza piazza nelle rispettive classifiche.

Detto dei vincitori, non resta che entrare nel merito di quella che è la vera festa popolare della Marcialonga, quell’entusiasmo che accompagna per l’intera giornata e per tutti i centri di Fiemme e Fassa i 7000 e più atleti che hanno deciso di misurarsi e faticare (e brontolare, visto il cambio di condizioni all’ultimo) per raggiungere nel minor tempo possibile Cavalese. Ancora una volta la Regina delle Granfondo si è rivelata unica, inimitabile: onore a chi anche quest’anno ha voluto lottare ed impegnarsi contro la scarsità di neve (in primis lo stesso Corradini ed il segretario generale Davide Stoffie) e all’enorme mole di volontari che ogni anno si spendono per far sì che l’ultima domenica di gennaio sia un trionfo per le due vallate avisiane, alla faccia di tutti i campanilismi del caso. Già, anche questo è un grande miracolo che solo la Marcialonga sa fare.

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