Trentin, Oss e Moscon alla Roubaix contro il favorito Van Avermaet

Lo chiamano l’Inferno del Nord, e a ragione. Domani, domenica, si correrà la 116esima edizione della Parigi-Roubaix, la terza classica monumento della stagione, l’ultima che si disputa sul pavè. Si partirà ad 80 chilometri più a nord della capitale francese, a Compiègne, per arrivare al velodromo di Roubaix dopo 257 chilometri. Una prova per specialisti, che crea molta selezione: è difficile che arrivi un gruppetto più numeroso di 5 o 6 corridori. Anzi, nelle ultime dieci edizioni è successo solo nel 2015, quando John Degenkolb si impose in uno sprint a sette, mentre per cinque volte è arrivato un corridore da solo. L’anno scorso ha trionfato il belga, e campione olimpico, Greg Van Avermaet. Il primo settore di pavè con cinque stellette è la Foresta di Arenberg, a 95 chilometri dall’arrivo.

È il più conosciuto ed è lungo due chilometri e quattrocento metri. Lì iniziano le fasi decisive della corsa. I punti in cui potrebbero arrivare gli attacchi decisivi sono gli altri due settori con cinque stellette: Mons-en-Pèvèle e Carrefour de l’Arbre, dopo il quale ci sono ancora il Gruson e l’Hem, due settori di 1,1 e 1,4 chilometri con due e tre stellette. Sono gli ultimi due tratti in cui potrebbe ancora succedere qualcosa, mentre il settore numero 1, il Roubaix, è praticamente simbolico. La squadra da battere sarà la corazzata Quick-Step Floors, che dal 27 febbraio al 4 aprile ha vinto nove corse di un giorno in Belgio, di cui tre World Tour e quattro Hors Categorie.


L’olandese Niki Terpstra è in un ottimo stato di forma e, soprattutto dopo la vittoria al Giro delle Fiandre, sarà il favorito principale. Ma il team ‘pigliatuttò può imporsi anche con il ceco Zdenek Stybar, secondo l’anno scorso, ed i belgi Philippe Gilbert o Yves Lampaert. Oltre a Van Avermaet (Bmc) e Degenkolb, sono da seguire due compagni di squadra del tedesco nella Trek-Segafredo, il belga Jasper Stuyven ed il campione danese Mads Pedersen. Incuriosisce un altro belga, Wout Van Aert (Verandàs Willems), classe ‘94 e vincitore di tre Mondiali di ciclocross, che da quest’anno ha deciso di correre su strada e al Fiandre è rimasto con i migliori fino all’ultimo. Hanno chance di successo anche il belga Sep Vanmarcke (EF Education First), l’iridato slovacco Peter Sagan (Bora-Hansgrohe), l’australiano Mathew Hayman (Mitchelton-Scott), primo a sorprese nel 2016, ed il norvegese Alexander Kristoff (Uae Emirates). Pochi gli italiani al via: tra questi possono far bene il trentino della valle di Non Gianni Moscon (Sky), tra i protagonisti dell’ultima edizione, gli altri tre trentini Daniel Oss (Bora-Hansgrohe), Matteo Trentin (Mitchelton-Scott) e Yuri Filosi (Delko Marseille), Filippo Ganna (Uae Emirates) ed Oscar Gatto (Astana). L’ultimo azzurro a trionfare è stato Andrea Tafi nel 1999, un anno dopo la doppietta dell’indimenticato Franco Ballerini, a segno anche nel 1995.

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