Norvegia è la padrona, l'Italia finisce solo settima

di Luca Perenzoni

Tiril Eckhoff ha porto sul più classico dei piatti d'argento il titolo iridato della staffetta alle padrone di casa di Norvegia: in terza frazione la venticinquenne dalle bionde trecce cresciuta a due passi da Oslo ha piazzato l'allungo vincente, mettendo fine all'equilibrio che regnava sovrano per lanciare il quartetto norvegese verso la seconda medaglia d'oro della rassegna di Holmenkollen, dopo quello della sprint colto dalla stessa Eckhoff.

La fuga delle norvegesi ha lasciato Francia e Germania a giocarsi le altre medaglie ma la maggior solidità di Marie Dorin Habert ha portato le transalpine a regalare al team francese la nona medaglia della rassegna, di cui otto portano la firma dei caposquadra Dorin e Martin Fourcade; terzo posto quindi per la Germania con Laura Dahlmeier che in ultima frazione non è riuscita a contrapporsi alle avversarie.

Settima l'Italia che dopo tre anni perde così l'appuntamento con il podio a squadre. Il quartetto azzurro ha di fatto perso contatto con le leader sin dalla prima frazione: un contatto nel cuore del gruppo ha fatto perdere tempo ad una Lisa Vittozzi sin lì molto concreta. L'incidente ha portato la ventenne sappadina a forzare ancor più con conseguente perdita di lucidità al successivo poligono («mi sono confusa, ero convinta di aver centrato il bersaglio e me ne stavo andando, poi mi sono resa conto che dovevo sparare ancora») e aumento del distacco. Dopo di lei Karin Oberhofer ha condotto una discreta frazione, restando però distante dagli standard dello scorso anno come già evidenziato dalla stagione in corso; in terza frazione Alexia Runggaldier è stata la migliore in casa Italia con una prestazione solida al poligono e volitiva sugli sci per dare il cambio a Dorothea Wierer in ottava posizione.

A quel punto la finanziera di casa a Castello di Fiemme aveva solo una tattica per provare a ricucire lo strappo nei confronti della zona medaglia (circa 40" al cambio): rischiare tutto. Nel primo poligono è andata abbastanza bene (una sola ricarica) e Wierer si è così riportata in linea per il quarto posto, ma nella sessione finale il forcing ha portato a 4 errori con retrocessione al settimo posto.

«Puntavamo ad una medaglia e ho provato a recuperare, ma eravamo troppo indietro e anche senza il giro di penalità non avremo avuto speranze di podio. Ora spero di recuperare energie in vista della mass start finale, perchè mi sento piuttosto stanca». Oggi tocca alla staffetta maschile e attenzione puntata sulla Francia di "le roi" Martin Fourcade, sin qui vincitore di tutte le quattro gare disputate, staffetta mista compresa. Il quartetto transalpino non parte forse come principale favorita, preceduta da Norvegia e Germania, ma tutto sembra girare a favore dei blues che di certo hanno tutte le carte in regola per vincere ancora. Difficile invece immaginare un ruolo da protagonista per il quartetto azzurro che si affiderà a Christian De Lorenzi, Lukas Hofer, Thomas Bormolini e Dominik Windisch. 

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