Baldi Rossi: «Che sofferenza non poter giocare»

di Daniele Battistel

Ha gioito e sofferto come gli altri ragazzi, goduto per la vittoria contro Pistoia e maledetto gli ultimi 4 secondi della partita con Avellino. Tutto con i suoi compagni, tranne per il fatto che lui in campo non ha potuto scendere. Per colpa di quel maledetto scontro di gioco subito a Reggio Emilia. In attesa dell’operazione per ridurre la lesione parziale del legamento crociato anteriore Filippo Baldi Rossi si è visto le finali di Coppa Italia dal fondo della panchina vicino al gm Trainotti.

Dispiacere per come è andata a finire?

«Un po’ di delusione c’è, inutile negarlo. Non è che ci fossimo dati la vittoria come obiettivo secco, ma per come è andata con Avellino diciamo che in finale potevamo arrivarci. Eravamo partiti male disputando due quarti un po’ impacciati contro Pistoia. Poi, però, ci siamo ripresi e sabato abbiamo messo in forte difficoltà Avellino, per esempio stoppando qualche loro giocata».

Per esempio?

«Sul pick and roll di Marques Green abbiamo fatto un buon lavoro per impedirgli i tiri da tre. Peccato che ci siamo un po’ scoperti sui loro lunghi Buva e Cervi. D’altronde era un rischio da prendere. Tutto sommato usciamo dalla Coppa a testa alta. Tutti hanno dato tutto e ora si deve guardare ai prossimi impegni. Quelle delle Final 8 sono partite da “dentro o fuori”, diverse dal campionato. Ma questo lo impari soltanto con l’esperienza. Ora sotto con Saragozza (la squadra è già partita stamattina in vista della partita di mercoledì, ndr)».

Cosa si poteva fare di diverso?

«Contro Avellino abbiamo costruito ottimi tiri ma siamo riusciti a concretizzare soltanto con un grandissimo Toto. Sanders e Trent, che sono i nostri tiratori, non sono stati così precisi».

Da bordo campo come si vive la partita?

«Si soffre tanto. Se la perdo ma l’ho giocata, anche male, in qualche modo riesco a sfogarmi. Adesso, invece, l’unico modo in cui posso rendermi utile è dare consigli ai miei compagni e trasmettere positività. Sto cercando di farlo ma stare seduto è davvero dura».

Come ha visto il debutto del suo sostituto, Jared Berggren?

«È l’innesto che ci può aiutare. Noi siamo una squadra molto perimetrale e lui è un giocatore d’area, ha un tiro da 4 - 5 metri, gli piace rollare. Ci può dare anche una dimensione interna».

Per quanto riguarda la sua operazione, quando sarà?

«Tra una decina di giorni a Reggio Emilia. Poi serviranno dai 4 ai 5 mesi di riabilitazione. In questi giorni stiamo mettendo giù il piano la tabella per il recupero con la società. Passo dopo passo faremo quello che c’è da fare».

Dalle sue parole pare di capire che la vedremo a Trento anche l’anno prossimo.

«Penso che possa esserci interesse da entrambe le parti. Con il gm Trainotti devo ancora parlare ma penso che quando sarà il momento ci troveremo attorno ad un tavolo e discuteremo serenamente».

 

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