Roland Garros, Wawrinka vince il derby con Federer Tsonga in semifinale mentre crolla un pezzo di stadio

Un Wawrinka versione extra-lusso ha eliminato nei quarti di finale del Roland Garros Roger Federer nel derby svizzero: 64 63 76 (4) in due ore e nove minuti per il 30enne di Losanna. King Roger, favorito numero due, giocava per l’undicesimo volta i quarti sulla terra rossa parigina, torneo che ha vinto nel 2009 (anno del Career Grand Slam) ed in cui ha disputato altre quattro finali. Confermato quando già si sapeva alla vigilia: se c’è un torneo in cui il 33enne campione di Basilea può ancora puntare a centrare il 18esimo titolo dello Slam è Wimbledon, sull’erba, non certo sulla terra rossa del Roland Garros. Troppo più potenti i colpi dello scatenato connazionale, devastante soprattutto di rovescio, che ha messo a segno 43 vincenti contro i 28 del rivale.

Quello visto sul “Suzanne Lenglen” è un Wawrinka molto vicino al tennista capace di conquistare gli Australian Open nel 2014. "Stan the man", testa di serie numero otto, non era mai andato oltre i quarti a Parigi e ora in semifinale troverà il francese Jo-Wilfried Tsonga, 14esima testa di serie, che si è imposto in cinque set (61 64 46 36 63) sul giapponese Kei Nishikori, quinto favorito del seeding.

Al Roland Garros era già arrivato in semifinale nel 2013, quando fu sconfitto dallo spagnolo David Ferrer. Jo-Wilfried Tsonga, trentenne francese di origini congolesi, il Cassius Clay del tennis per la sua straordinaria somiglianza con uno dei più grandi campione della boxe e dello sport in generale, ora ci riprova. Nei quarti ha battuto Nishikori, 25enne giapponese che partiva favorito dal pronostico: Tsonga avrebbe potuto forse chiudere anche in tre set se avesse sfruttato la palla-break sul 4-4 pari del terzo parziale, ma non importa.

Quel che conta è stata la capacità di Jo-Wilfried di non darsi per vinto dopo il ritorno prepotente di Nishikori, propiziato anche dalla sospensione del match per oltre mezz'ora, sul 5-2 Tsonga nel secondo set, a causa di un pezzo di lamiera staccatosi dalle postazioni televisive che ha colpito (senza gravi conseguenze per fortuna) alcuni spettatori. La potenza devastante del transalpino ha mandato per aria gli schemi ordinati del tennista asiatico cresciuto all’accademia di Nick Bollettieri e ora allievo di Michael Chang, che proprio al Roland Garros trionfò appena 17enne nel 1989.

Venerdì Tsonga sfiderà Wawrinka per un posto in finale: in parità il bilancio dei precedenti (3-3).
Il pubblico parigino ora sogna un trionfo che nel torneo di casa manca dal 1983, quando Yannick Noah alzò la coppa sul Philippe Chatrier. Guarda caso è stato anche l’ultimo tennista d’attacco a vincere lo Slam francese sulla terra rossa, da 32 anni regno incontrastato di mostri della difesa o al massimo grandi ribattitori.

Da come aveva giocato le prime due partite di questo Roland Garros - contro la kazaka Shvedova e la giapponese Doi - nessuno avrebbe probabilmente scommesso un euro su Ana Ivanovic. Ed invece la bella serba, Applaudita dal fidanzato Bastian Schweinsteiger, centrocampista del Bayern Monaco e della Nazionale tedesca, è di nuovo in semifinale nello Slam parigino, per la terza volta in carriera. Le era già accaduto nel 2007, quando poi arrivo in finale e perse con Justine Henin, e nel 2008, quando arrivò di nuovo in finale e questa volta vinse il trofeo battendo Dinara Safina.

Da allora la 27enne di Belgrado, che nel 2008 proprio dopo il trionfo francese conquistò la vetta del ranking mondiale, a Parigi non era andata mai più in la degli ottavi. Quest'anno Ana si è ritrovata: ha cambiato marcia a partire dal terzo turno contro la croata Vekic ed anche se negli ottavi ha ceduto un set alla russa Makarova (signora giocatrice la moscovita) nei quarti è tornata un rullo compressore. La Ivanovic, settima favorita del seeding, ha ridimensionato le ambizioni dell'ucraina Elina Svitolina, 19esima testa di serie: 63 62 lo score in favore di Ana che ha anche messo a segno la settima vittoria in altrettanti confronti con la 20enne di Odessa. Incontenibile la gioia nel box della Ivanovic a fine match, con gli applausi convinti del fidanzato Bastian Schweinsteiger, stella del Bayern Monaco e della nazionale di calcio tedesca.
Giovedì in semifinale Ana troverà la la ceca Lucie Safarova (n. 13), che ha sconfitto per 76 (3) 63 la spagnola Garbine Muguruza (n. 21), che lunedì aveva fermato la corsa di Flavia Pennetta.

Portarsi appresso l'etichetta di "magnifica perdente" non deve essere semplice. Soprattutto quando hai un tennis da prima della classe, sei a posto atleticamente e per di più sei pure mancina! Fino a quest'anno Lucie Safarova la top-ten l'aveva solo sognata: adesso, dopo aver eliminato la Muguruza (dominando il vento molto meglio della sua avversaria), è una splendida realtà. Battere la spagnola - una che il Roland Garros se continua a migliorare prima o poi lo vince - ha dimostrato che il successo nel turno precedente sulla "signora del rosso" Maria Sharapova non era stata un caso. A 28 anni la giocatrice di Brno sta vivendo la sua miglior stagione di sempre: ora ha conquistato per la prima volta in carriera la semifinale a Parigi, lei che era già arrivata in semifinale a Wimbledon lo scorso anno. Sognare non costa nulla, del resto nel bilancio dei confronti diretti con la Ivanovic è avanti 5-3 : l'ultima tennista mancina a trionfare all'ombra della Tour Eiffel è stata Monica Seles nel 1992. La "vecchia" Safarova non ci avrebbe mai nemmeno pensato: forse la"nuova" Lucie sì.....

Oggi pomeriggio il tennis azzurro vivrà un’altra storica giornata al Roland Garros. Sara Errani sfida la numero uno Serena Williams sul "Philippe Chatrier": in palio le semifinali di Parigi. Per la quarta stagione consecutiva la 28enne romagnola è nei quarti dello Slam francese: finale nel 2012, semifinale nel 2013, quarti lo scorso anno e quarti (e non è finita) quest’anno. Un exploit che nessun’altra tennista italiana può vantare: non era mai successo che una tennista italiana raggiungesse per quattro anni di fila almeno i quarti in un torneo del Grande Slam.
E’ inoltre dal 2010 che l’Italia ha una sua rappresentante a livello di quarti di finale femminili nello Slam francese: quell’anno Francesca Schiavone conquistò uno storico titolo a Parigi, mentre dodici mesi dopo giocò la finale.

 

comments powered by Disqus