Fondo: oro mondiale per Norvegia e Russia, azzurri opachi

Si conferma deludente la stagione dei fondisti azzurri. Oggi ai Mondiali svedesi, a Falun, oro per la Norvegia e la Russia. Non sono mancate le sorprese nei due skiathlon iridati, anche se hanno riguardato maggiormente gli assenti che non i protagonisti del podio.

Marit Bjørgen da una parte e l’intera squadra norvegese dall’altra hanno infatti mancato l’appuntamento con le medaglie nella terza giornata mondiale che ha invece incoronato l’elfo Therese Johaug ed il redivivo russo Maxim Vyleghzanin.

Azzurri lontani, tanto al maschile quanto al femminile: miglior donna la bellunese Virginia De Martin Topranin (venticinquesima), mentre fra i maschi il più vicino ai primi è stato il sudtirolese Roland Clara in forza del pur modesto 17° posto ad oltre 3’ dai leader.

A preoccupare è soprattutto la condizione di Francesco De Fabiani, apparso poco brillante anche nella tecnica preferita, la classica: insomma dopo le prime due giornate cariche di riscontri positivi, ieri in casa Italia si sono addensati nubi poco simpatiche in attesa delle Team Sprint, specie quella maschile.

Splende e risplende invece il sorriso di Therese Johaug: l’esile norvegese ha fatto tutto il necessario per scrollarsi di dosso le avversarie e presentarsi da sola sul traguardo, compresa un’accelerazione delle sue sulla salita dell’ultimo giro che ha costretto anche una brillantissima Charlotte Kalla ad alzare bandiera bianca e a cedere anche l’argento a favore dell’altra norvegese Astrid Jacobsen. Semaforo rosso invece per la Bjørgen, già in difficoltà nella frazione in classico (materiali poco incisivi?) e poi al risparmio a skating per un sesto posto finale salutato comunque col sorriso dalla campionessa di tutto.

Alla doppietta norvegese femminile ha risposto il nulla al maschile. Oddio, nulla. Avessimo avuto noi italiani il quarto, il settimo e l’undicesimo di giornata avremo brindato tutta la notte, ma in casa Norvegia il mancare le medaglie è un mezzo lutto.

A complicare le cose per Northug e soci ci si è messa l’influenza che ha escluso dalla gara il leader stagionale Martin Sundby la cui assenza ha probabilmente tranquillizzato la concorrenza.

Il grande protagonista di giornata è stato il canadese Alex Harvey, costantemente in prima fila in entrambe le tecniche grazie a sci supersonici che gli hanno permesso di resistere anche alle ficcanti accelerazioni in salita di Vyleghzanin e Cologna, pronti a spartirsi le medaglie più nobili in una serrata volata che ha premiato il russo ai danni dello svizzero campione uscente. Harvey si è potuto comunque consolare con l’inatteso bronzo, seconda medaglia dopo l’argento nella sprint in classico di giovedì; solo quarto il norvegese Toenseth, decimo Hellner, undicesimo Northug.

Malgrado tutto, c’è grande fiducia nella squadra azzurra in vista della team sprint a tecnica libera in programma domani.

Per Federico Pellegrino «l’obiettivo è far rendere al meglio questo sprint finale che in classico mi penalizzava ma che nel pattinato mi regala molte chances. In questa gara la semifinale è già insidiosa perchè passano soltanto le prime due e le altre vengono ripescate, quindi siamo concentrati per questo primo obiettivo. Siamo consapevoli dell’importanza di questo appuntamento, siamo convinti a fare bene.
L’affiatamento in una team sprint è importante, sono tanti anni che corriamo insieme, facciamo parte entrambi delle Fiamme oro e sappiamo bene come aiutarci a vicenda».

Dietmar Noeckler, dal canto suo, confessa che «per noi è una gara molto importante, non ci nascondiamo, l’obiettivo è andare a medaglia ma le squadre che possono salire sul podio sono tante, prima su tutte la Norvegia che avrà Petter Northug in chiusura. Il mio obiettivo è rimanere coi primi e consegnare a Pellegrino una bella posizione, sappiamo che lui sul rettilineo è fortissimo».

«La pista è sicuramente dura, però sono contenta di cominciare dopo quasi una settimana che siamo qui - sono invece le parole della primierotta Ilaria Debertolis - Spero sia un bell’inizio, punto tanto su questo formato dove mi trovo benissimo, daremo sicuramente il massimo, speriamo di ottenere anche un bel risultato. Quest’anno le norvegesi partiranno favorite come sempre, però la Svezia corre in casa e sicuramente proverà a fare il colpo. Due anni fa in Val di Fiemme arrivammo quinte, sarebbe bello migliorare quel piazzamento».

«Per quanto mi riguarda - chiosa la fiemmese Gaia Vuerich - fare peggio della sprint di giovedì penso sia difficile, in quella gara era più facile che non qualificarsi. Guardiamo avanti, possiamo fare un bel risultato ma occorrerà partire forte sin dalle qualifiche per non correre rischi».

Intanto sono stati ufficializzati i nomi dei quattro azzurri che difenderanno i colori dell’Italia nella staffetta Gundersen HS100/4x5 km della combinata nordica di domani: Alessandro Pittin (argento l’altroieri), Samuel Costa, Lukas Runggaldier e Armin Bauer cominceranno a gareggiare alle 10 con il salto e proseguiranno alle 16 con il fondo.

 

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