Tony Mitchell show: e la Dolomiti Energia vola

Cresce l'entusiasmo attorno alla Dolomiti Energia: a due settimane dall'avvio del massimo campionato di basket, ieri l'Aquila ha superato Verona in amichevole (78-74, con 28 punti di Mitchell). Grande partecipazione al palazzetto, con gli applausi delle squadre giovanili della provincia

di Carlo Azzolini

Si è ufficialmente presentata ai suoi tifosi con una buona prova di forza contro i «cugini» veronesi la Dolomiti Energia di coach Buscaglia. Ha fatto scattare in piedi i tantissimi e calorosi appassionati trentini con giocate di e da serie A, li ha fatti divertire e poi gioire per la vittoria.

 

Aquila Basket Dolomiti Energia foto squadra

 

Un vittoria sudata, forse più del previsto contro una formazione di categoria inferiore (almeno sulla carta, i nomi dicevano di no), ma pur sempre vittoria. In cui ha brillato, più di tutti, la stella di Tony Mitchell, autentico mattatore della serata con 28 punti e 13 rimbalzi maestosi che, speriamo, abbiano fatto ingelosire Dada Pascolo, un maestro della doppia doppia, ma rimasto fuori dalla gara in via precauzionale (la ginocchiata rimediata da Polonara nell'amichevole di mercoledì scorso contro Reggio Emilia fa ancora male).

 

Servirà anche la sua grinta a questa squadra, che ha tantissimi pregi e potenzialità, ma che deve ancora trovare la giusta quadratura. Com'è normale che sia, in questa primissima parte di stagione. La fiducia di certo non manca, perché l'Aquila ha atteggiamento, entusiasmo e una buona dose di allegria. L'ha dimostrato anche ieri, conducendo la gara con personalità. Magari non con costanza, ma sempre con impegno e voglia. Al resto penseranno Buscaglia e il tempo.

 

Tony Mitchell Aquila Basket

 

Sono subito fuochi d'artificio. «The Hurricane» Mitchell, particolarmente ispirato, infila quattro punti in fila tanto belli quanto forzati, ingaggiando il duello con l'applauditissimo ex Mike Umeh, capace di bruciare la retina da tre con la sua consueta rapidità. Ci riesce al primo tentativo, poi si blocca. Al contrario di Mitchell che, invece, si è appena scaldato. Corre, ruba palloni, trova rimbalzi e suggerisce l'assist per la schiacciata di Owens. È il 17 a 8 che costringe il sempre sanguigno Ramagli a chiamare time out. Serve per far riordinare le idee soprattutto a De Nicolao, che ci mette un po' prima di iniziare un'ottima regia. Ma c'è poco da fare contro il n. 1 bianconero: è troppo forte. Adesso lo vediamo appeso al canestro su assist di Baldi Rossi tra gli applausi di un caloroso PalaTrento. 21 a 19 alla prima sirena. La Dolomiti Energia piace, ma a tratti è approssimativa. Soprattutto quando Mitchell (già a quota 11) si accomoda in panchina, lasciando i compagni andare sotto nel punteggio.

 

Armwood e Grant non appaiono ancora inseriti bene. Mentre Sanders e Owens non vanno troppo al di là dell'ordinaria amministrazione. Motivo per cui si viaggia punto a punto, con una Verona piuttosto battagliera. E addirittura sul +5 quanto rientra Mitchell. «Spongi» sbaglia troppi appoggi, e mentre Buscaglia spiega pubblicamente ad Armwood i movimenti, N'Doja ne mette altri due. Con l'ingresso di Tony, però, le cose si aggiustano. Trento termina il primo tempo sul 35 a 33, con il rammarico di non poter contare sulla bomba pazzesca da metà campo del solito Mitchell, partita una frazione di secondo dopo il dong.


Che non sia una Dolomiti Mitchell-dipendente provano a dimostrarlo tutti scambiandosi di più il pallone dopo l'intervallo. Anche in difesa, tornato Forray (solo 10') al posto di un opaco Spanghero, le maglie si fanno un pochino più strette. Tuttavia è sempre Mitchell a rubare la scena. Per il suo ruolo è fisicamente impressionante: è alto, veloce, grosso e abilissimo con entrambe le mani. Una forza della natura inarrestabile. Con lui in campo, c'è poco da fare, la squadra viaggia decisamente ad altro ritmo in attacco. Anche Owens si accende firmando la schiacciatona del +6 (48-42). Andare via contro Verona, però, è tutt'altro che facile. Anche perché Reati e N'Doja non mollano di una virgola e alla fine del terzo periodo tengono ancora vive le speranze gialloblu sul 59 a 53. Almeno fino a quando il collettivo trentino non prende finalmente il sopravvento. La fluidità aumenta e gli americani si trovano oltre a cercarsi. Pure Flaccadori e Spanghero adesso alzano l'asticella. In un attimo c'è il break, ma pure il contro-break. E si torna sul 68 pari.

 

Qui comincia il bello, perché entrambe le squadre reggono bene campo e ritmo. Grant a 1'40'' dal termine mette al secondo tentativo la bomba del +4. Colpo fondamentale, che dall'altra parte non riesce ad Umeh. Risultato? Dolomiti sicura padrona del campo fino al 78-74 definitivo. Positivo, non eccezionale. La Dolomiti c'è ed è sulla strada giusta, ma ha margini di crescita grandissimi. Aspettiamo curiosi.

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