L'abuso di alcol resta un problema Ben 86mila trentini bevono troppo

Ben 86mila trentini bevono troppo

di Angelo Conte

Quasi un trentino su 10 dichiara di bere, in una serata, oltre 5 bicchieri di alcol se maschio e oltre 4 bicchieri se donna. Il comportamento, che riguarda soprattutto ma non solo i giovani, ci pone nettamente al di sopra della media italiana. E anche gli altri comportamenti a rischio (come bere oltre due bicchieri al giorno per un adulto, oltre uno per una donna e gli over 65 e per gli under 18) sono in Trentino più diffusi rispetto al resto dell’Italia. Una situazione che, secondo Roberto Pancheri, responsabile del servizio di alcologia, va affrontata con molta forza e attenzione, senza gettare la croce sui giovani e concentrandosi sulle tradizioni e sui comportamenti degli adulti.

«Il binge drinking è uno dei tre fattori che Oms e Iss indicano come il bere a rischio, ma non è il solo - afferma Pancheri - C’è anche il bevitore eccessivo e il bevitore fuori pasto e in Trentino noi, come le regioni alpine, siamo fuori scala, collocandoci sopra la media nazionale». In totale, secondo l’Istat, la popolazione con comportamenti a rischio in Trentino è pari a 86.000 persone contro i circa 8,5 milioni di persone che bevono in eccedenza in Italia.
«Il binge drinking è una delle caratteristiche della popolazione giovanile, ma in realtà in Trentino questa cultura c’è sempre stata. Pensiamo - sostiene Pancheri - a quando si tornava dalla giornata di lavoro e si bevevano diversi bicchieri e ognuno pagava un giro».

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Secondo Pancheri «il fenomeno dei ragazzi, che ci ostiniamo a leggere come acquisito dal mondo anglosassone, in realtà deriva dalla tradizione e dagli adulti. Se apriamo una riflessione sul bere dei ragazzi, non possiamo sottrarci dalla riflessione degli adulti, che anche loro bevono di più della media».

Pancheri afferma che «ogni comunità ha i giovani che si merita, sul discorso alcol questo detto è calzante. In Trentino ci sono troppe persone con comportamenti a rischio, e oggi occorre fare dei discorsi anche economici: comportamenti con stili di vita inappropriati possono costarci molto, una cirrosi in più può voler dire che si sottraggono risorse per poter finanziare altre attività di welfare, come la cura di un anziano, ad esempio».
Secondo i dati Istat, in Trentino chi adotta almeno un comportamento a rischio è il 18,3% contro il 15,7% in Italia,  e anche il binge drinking, seppure in calo, con il 9,6% è molto sopra il 6,9% medio italiano. Poco sopra, con il 10,7% il consumo a rischio durante i pasti (contro il 10,6% italiano). I comportamenti più a rischio sono tenuti dagli uomini, oltre uno su quattro (il 27,9%) ha almeno un comportamento di consumo a rischio contro il 9,5% delle donne. In generale il 65% beve alcolici almeno una volta l’anno, il 20,5% tutti i giorni.

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In Italia, invece, sono circa otto milioni i consumatori di alcol a rischio in Italia, di questi, 720mila sono heavy drinkers, ossia bevitori pesanti, che consumano una quantità di alcol dannosa per la salute (l’OMS definisce «dannosi» i consumi giornalieri di oltre 40 grammi di alcol per le donne e più di 60 per gli uomini). Ad alzare di più il gomito sono i ragazzini tra i 16 e 17 anni e gli ultra 65enni.

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