Salta al contenuto principale

Nuova legge sulla caccia:

ostruzionismo duro delle opposizioni

la Giunta ritira la sua riforma

Stop anche a Ossanna, voleva le strade forestali aperte per le doppiette

Chiudi
Apri
Tempo di lettura: 
1 minuto 51 secondi

Conclusi oggi pomeriggio, con un giorno di anticipo, i lavori del Consiglio provinciale di Trento.
L’assessora Giulia Zanotelli ha infatti annunciato il ritiro del disegno di legge sulla caccia prendendo atto del persistente ostruzionismo delle opposizioni e della mancata intesa sul Comitato faunistico sciolto dalla Giunta.

«La Giunta non intende comunque accantonare il tema», ha detto Zanotelli preannunciando per il prossimo futuro un nuovo intervento in materia di sanzioni.

Sospeso, invece, per iniziativa del proponente e in attesa di potersi agganciare ad un testo che tratti sempre di caccia, il ddl di Lorenzo Ossanna (Patt) per la creazione di «centri di sosta» - veri depositi con celle frigorifere nei boschi - nei quali immagazzinare gli animali abbattuti, e la possibilità per tutti i cacciatori di utilizzare liberamente le strade forestali.


L’opposizione più dura è venuta dai consiglieri di Futura, Paolo Ghezzi e la Verde Lucia Coppola. Che commentano: «L’assessora Zanotelli a fronte dei 72 ordini del giorno e dei 1700 emendamenti, di cui 900 prodotti da Futura, non ha ritenuto di insistere, avvisando però che in un modo o nell’altro il disegno di legge sarà riproposto all’attenzione del Consiglio provinciale. Futura è da sempre convinta che lo sfondo politico di questo disegno di legge fosse in realtà, al di là delle modifiche alla parte sanzionatoria, l’inaccettabile soppressione da parte della Giunta Fugatti del comitato faunistico provinciale. Purtroppo la fretta non è una buona consigliera e il nostro giudizio su questo atto unilaterale resta molto negativo.
Questa è la principale ragione che ha determinato la nostra ferma intenzione a proseguire in un’ azione ostruzionistica, peraltro già avviata nella precedente sessione in cui si è esaminato il disegno di legge.
Riteniamo che il comitato faunistico fosse infatti un utilissimo strumento di interlocuzione tra mondi diversi. Un organismo intermedio che consentiva alla parti di parlarsi, anche in considerazione del fatto che 6300 cacciatori rappresentano una minoranza della popolazione trentina e che l’ascolto e il dialogo con le associazioni ambientaliste e animaliste è utile, doveroso e necessario.
Fa specie come in Aula la maggioranza abbia riversato la responsabilità del ritiro del disegno di legge su di noi che, in modo trasparente e nel rispetto del nostro ruolo di minoranza, abbiamo voluto batterci per raggiungere il nostro obiettivo».

L'utilizzo della piattaforma dei commenti prevede l'invio di alcune informazioni al fornitore del servizio DISQUS. Utilizzare il form equivale ad acconsentire al trattamento dei dati tramite azione positiva. Per maggiori informazioni visualizza la Privacy Policy