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Manovra provinciale: così cambierà l'Irpef

Via l'addizionale sotto i 15mila euro

E sarà più cara per quelli sopra i 55mila

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Torna, anche se per ora solo per i redditi fino a 15.000 euro, l’esenzione dall’addizionale Irpef. Dal primo gennaio i circa 150.000 contribuenti trentini che, secondo i dati delle dichiarazioni del 2018, avevano guadagnato meno di 15.000 euro non si vedranno applicare la tassa provinciale all’1,23% che sarebbe costata loro circa 15 milioni di euro di maggior onere fiscale. Vengono invece colpiti dal balzello coloro che gudagnano da 15.001 a 20.000 euro (che fino a quest’anno non pagavano nulla, ora pagheranno l’1,23% sui 5.000 euro eccedenti). Altra novità è l’aumento dall’1,23% all’1,73% dell’aliquota per i redditi sopra i 55.000 euro. In provincia sono 17.800 coloro che dichiarano oltre questa cifra che, sulla parte eccedente i 55.000 euro, pagheranno uno 0,5% in più per un maggior onere che si può stimare attorno ai 6-8 milioni di euro.

A comunicare le novità sul fronte dell’addizionale Irpef che troveranno spazio nella manovra finanziaria provinciale è stata ieri la giunta che ha incontrato i sindacati nella persona dell’assessore provinciale all’economia e al lavoro, Achille Spinelli.
Fino a oggi e fino a fine 2019, grazie ai provvedimenti della giunta precedente, c’era l’esenzione per i redditi fino a 20.000 euro lordi. Dal primo gennaio ci sarà fino a 15.000 euro (costo per la giunta di 15 milioni circa di minori entrate), mentre la tassazione aggiuntiva sui redditi oltre i 55.000 euro annui porterà una decina di milioni di euro al bilancio provinciale. I redditi tra 15.001 e 20.000 euro avranno un aggravio di 60 euro ciascuno l’anno (1,23% sui 5.000 euro eccedenti i 15.000 euro appunto).

All’incontro di ieri sono intervenuti Spinelli e l’assessore provinciale all’agricoltura Giulia Zanotelli, assieme al direttore generale Paolo Nicoletti e alla dirigente del Dipartimento affari finanziari Luisa Tretter. Confermato l’impegno a rendere più efficiente la spesa per orientarla verso l’obiettivo di favorire lo sviluppo; annunciate la creazione di un «Fondo per la crescita» ma per ora con una dotazione di 1,5 milioni di euro e la decisione di valorizzare il ruolo della Camera di Commercio.
L’analisi della manovra è partita dalla previsione del Pil e delle risorse disponibili che, secondo le stime, sono pari a 4.398 milioni di euro nel 2020, e scenderanno a 4.099 milioni nel 2022. «C’è quindi molta attenzione – ha sottolineato l’assessore Spinelli – all’andamento che fa prevedere per i prossimi anni un decremento strutturale delle risorse disponibili. È quindi molto importante valutare bene l’impatto delle disposizioni nazionali e delle leve a nostra disposizione, utilizzandole al meglio per favorire la crescita. Inoltre di fronte ad una situazione che evolve nel tempo, è intenzione della giunta procedere, assieme a Regione e Provincia autonoma di Bolzano, ad una proposta di adeguamento del Patto di garanzia, anche per introdurre una clausola di neutralità fiscale, che tuteli le risorse provinciali dagli effetti negativi dalle eventuali manovre statali».

Sulla questione Irpef Spinelli aggiunge: «Capiamo il disagio di chi ha più di 15.000 e vedremo se ci sono nel 2020 le risorse per arrivare all’esenzione fino a 20.000 euro o se il bonus Renzi porterà un ristoro maggiore rispetto all’aggravio di 60 euro all’anno».
Sull’Irap e sulla legge 6 per gli incentivi, Spinelli spiega: «Sull’Irap mi prendo il 2020 per capire come rimodularla. Sulla legge 6 la rinnoveremo con l’obiettivo di una ricaduta economica territoriale di chi riceve gli incentivi. Daremo più soldi alle imprese di montagna sulla base dell’indicatore di sviluppo territoriale che sarà introdotto dalla giunta».


I SINDACATI: POCHE RISORSE PER INVESTIMENTI E CONTRATTI

«La prossima legge di stabilità provinciale contiene diversi impegni positivi sugli investimenti pubblici, sul mantenimento del sistema di welfare provinciale e sul parziale ripristino dell’esenzione dell’addizionale Irpef per i redditi fino a 15mila euro, che accoglie anche se non in toto le nostre richieste. Ci auguriamo che oltre ai titoli i provvedimenti annunciati si concretizzino anche in misure efficaci con adeguati stanziamenti di risorse. Oggi su molte delle questioni annunciate manca la sostanza». È il commento dei segretari generali di Cgil, Cisl Uil, Franco Ianeselli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti, al termine del confronto con l’assessore Achille Spinelli durante il quale è stata illustrata la prossima manovra di bilancio.

«Su diversi aspetti abbiamo dovuto constatare che la giunta stanzierà solo risorse minime, come nel caso del fondo per la crescita per sostenere iniziative di sviluppo innovativo o del fondo per la Green Economy finalizzato ad interventi di efficientamento energetico su infrastrutture, immobili e impianti pubblici – fanno notare i tre segretari -. Allo stesso tempo misure come quelle relative alla riforma del sistema di promozione turistica provinciale, sugli incentivi alle imprese o sulla revisione dell’assetto istituzionale verranno declinate in specifici disegni di legge che la giunta varerà nei prossimi mesi. Per questa ragione allo stato attuale il nostro non può che essere un giudizio cauto in attesa di conoscere la traduzione concreta degli impegni che ci sono stati illustrati».

Oltre a conoscere i contenuti della manovra, Cgil Cisl Uil hanno posto l’attenzione su alcune delle priorità che stanno a cuore alle lavoratrici e ai lavoratori e a cui ci si auspica di trovare risposta all’interno della legge di stabilità come con gli sgravi Irap. «È positivo che non siano state stravolte gli strumenti di agevolazione fiscale per le imprese. Riteniamo però importante che la Provincia di Trento, così come fatto dalla Provincia di Bolzano, leghi il beneficio di un’aliquota Irap ridotta al rispetto dei contratti collettivi di lavoro, per evitare dannosi casi di dumping sociale alle spalle dei lavoratori e delle aziende virtuose». Allo stesso tempo, per i sindacati, vanno ulteriormente estesi i criteri che legano le agevolazioni Irap all’attuazione di politiche di integrazione contrattuale, aziendale e territoriale.

Cgil Cisl Uil hanno chiesto anche adeguate risorse per finanziare le politiche del lavoro e la formazione continua ed hanno ribadito la necessità che la giunta sia coerente con se stessa. «Se la Carta di Rovereto sull’innovazione fissa alcune priorità per lo sviluppo economico del Trentino allora ogni politica deve sintonizzarsi su quella lunghezza d’onda: le risorse per gli investimenti sono poche e non vanno disperse ma devono privilegiare le nuove reti telematiche, l’innovazione, l’economia verde e le produzioni sostenibili».

Sul fronte del welfare, i sindacati hanno ribadito la necessità che la Provincia torni ad investire sulle politiche della casa dando così risposta al fabbisogno abitativo di migliaia di famiglie e che si sciolga una volta per tutte il nodo del rapporto tra interventi statali e quelli provinciali. Infine il nodo del rinnovo dei contratti pubblici. «La manovra – hanno ribadito  – deve prevedere le risorse necessarie per garantire il rinnovo del contratto degli enti locali, della sanità e del personale della scuola, oltre alle risorse per la copertura degli aumenti previsti del rinnovato contratto delle cooperative sociali. Se così non fosse sarebbe gravissimo. Lo Stato ha previsto risorse per il rinnovo dei contratti pubblici, anche la Provincia di Bolzano ha fatto altrettanto. Piazza Dante non può sottrarsi dai propri obblighi in qualità di datore di lavoro. Non si possono fare reali politiche dei redditi se non si rinnovano i contratti e non si prevedono aumenti in busta paga per tutti i lavoratori».

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