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Paura alluvione a Firenze

Acqua alta a Venezia, allarme

per la piena del fiume Piave

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Il maltempo sferza l'Italia. I fiumi esondano, e in particolare c'è allarme per l'Arno e il Reno.  Il presidente dell'Emilia-Romagna Bonaccini è sui luoghi a rischio alluvione. "C'è una piena storica. A Budrio e in qualche altro comune c'è il rischio di rottura rottura degli argini", dice.

L'Arno è oltre il primo livello di guardia a Firenze e continua a salire, evacuate 23 famiglie a Barberino Tavarnelle e 500 persone a Cecina (Livorno). 

Intanto a Venezia il picco di marea si è fermato a 150 cm, poi la marea è scesa.

Ecco un quadro della situazione:

Alberi caduti e forte vento, 200 interventi a Roma - Sono stati duecento gli interventi dei vigili del fuoco nella notte in tutta Roma per allagamenti e alberi caduti a causa del temporale e del forte vento che si è abbattuto sulla Capitale. Alberi sulla carreggiata sulla Salita di Sant'Onofrio, in centro; chiuso al traffico perché allagato il sottopasso in direzione via Gregorio VII sul lungotevere in Sassia; alberi in strada e relativa chiusira al transito anche in via di Donna Olimpia a Monteverde e a via Vitellia; sempre alberi caduti in via Cavriglia, zona Prati Fiscali. Su via Aurelia, tra il chilometro 14 e il 13, è caduto un cartellone pubblicitario per il forte vento. Interventi si segnalano anche a Civitavecchia e a Nettuno. Sul fronte trasporti, la circolazione della metro C è stata rallentata per un'ora nella tratta Giardintti-Pantano a causa del forte vento. Rallentata anche la ferrovia regionale Roma-Lido a causa della presenza di un albero sulla rete elettrica nei pressi di Ostia Antica. Un albero è caduto nella tarda serata di ieri ad Albano Laziale, vicino Roma, ferendo un automobilista in transito: l'uomo è stato portato in ospedale in codice rosso, ma non sarebbe in pericolo di vita. Sul posto vigili del fuoco e polizia. Nella notte un altro albero è caduto su via Cassia, altezza Corso Francia, a Roma. Illeso l'automobilista. 

Arno sopra il primo livello di guardia a Firenze - In Toscana si vivono invece ore di ansia per l'Arno. A causa delle piogge che già da ieri hanno interessato la gran parte della regione (solo a Firenze sono caduti nelle ultime 24 ore oltre 62,6 millimetri di pioggia con raffiche di vento fino a 76 chilometri orari, che hanno spinto alla chiusura del Giardino dei Boboli) il fiume continua a salire. L'idrometro a Firenze Uffizi ha registrato alle 13 un colmo della piena a 4,80 metri, quindi sotto il secondo livello di guardia, che è di 5,50 metri, comunque al di sopra dei massimi registrati negli ultimi 20 anni. Una leggera tracimazione c'è già stata alle Sieci, nel Comune di Pontassieve, alle porte di Firenze. Allagamenti anche nel Grossetano dove un torrente è uscito fuori dagli argini. Evacuate 23 famiglie a Barberino Tavarnelle e 500 persone a Cecina (Livorno) per esondazioni dei fiumi. 

Allerta rossa in Veneto, i fiumi sorvegliati speciali - Il presidente del Veneto, Luca Zaia, assieme all’assessore referente Gianpaolo Bottacin, ha convocato una riunione di Protezione civile a Ponte di Piave (Treviso) per l’esame della situazione di piena del fiume Piave e l’esame di tutti bacini idrografici veneti, e la decisione di eventuali misure urgenti. Alla riunione - informa la Giunta regionale del veneto - parteciperà anche il direttore dell’Area tutela del territorio, Nicola Dell’Acqua.

Nelle ultime sei ore - riferisce il bollettino della Protezione Civile - le piogge sono state diffuse e persistenti, specie sulla fascia alpina e prealpina, con frequenti rovesci e locali fenomeni temporaleschi. sono caduti da 5 a 20 millimetri sulla pianura, da 20 a 50 sulla fascia prealpina e pedemontana, da 30 a 70 sulle zone alpine con i massimi a Gosaldo e a Col di Prà (Belluno). I venti in pianura si sono mantenuti in prevalenza moderati da nord-est; sulle dorsali prealpine a tratti anche forti da sud-est. La quota neve si è progressivamente rialzata sulle Prealpi e sulle Dolomiti meridionali, da 900-1.200 a 1.800 metri.

Continuano le furiose mareggiate con vento da sud sul litorale veneto: distrutto dalle onde il pontile del Faro di Lignano, la punta è ora irraggiungibile, mentre chilometri di spiagge sabbiose sono stati inghiottiti dal mare a Caorle, Bibione, Lignano e Jesolo, con un disastro senza precedenti.

 

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