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Mostrare coraggio
nella vita di tutti i giorni

 

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Mostrare coraggio nella vita di tutti i giorni

Egregio direttore, che cosa è il coraggio? Mandela, affermava che il coraggio è la vittoria sulla paura. Infatti in qualsiasi azione che compiamo abbiamo sempre un po’ di paura, ma avere la forza di superare degli ostacoli è davvero una vittoria. Il coraggio varia da situazioni a situazioni ed esistono vari tipi di coraggio in base alle circostanze che si presentano. Per esempio una grande prova di coraggio sta nella situazione in cui si deve affrontare un esame, una interrogazione, discutere una tesi all’università, prepararsi per un colloquio di lavoro presso un’azienda eccetera.
Ci vuole molto coraggio per esempio quando si ha la perdita di una persona cara o nell’affrontare una malattia. Ogni giorno abbiamo cose nuove da affrontare e non si sa cosa potrà accadere e c’è sempre qualcosa di nuovo da risolvere. Il tempo scorre e noi dobbiamo accettare e superare ogni cosa. Per me un alto significato nel coraggio lo si ha nel superare alcune malattie e accettarle per quelle che sono.
Penso spesso al coraggio di quelle persone che lottano tutti i giorni per difendere le loro preziose idee, pur essendo consapevoli dei rischi che corrono, dimostrando forza e determinazione. Il coraggio quindi è una virtù fondamentale che ci permette di essere forti nelle scelte che la vita ci presenta quotidianamente.

Elisa Lavanga


 

Conquista quotidiana, non momento eroico

Il coraggio - che è certo anche la vittoria sulla paura - può davvero essere molte cose. E c’è anche un coraggio per ogni stagione. Penso ad esempio al coraggio di affrontare il futuro o a quello di affrontare, almeno col pensiero, il passato, in stagioni diverse della vita. E penso, soprattutto, a come il coraggio si possa declinare in modo diverso - senza necessariamente scomodare Mandela, che ha avuto anche il coraggio della pazienza e il coraggio della perseveranza - a seconda delle latitudini e dei momenti. Le faccio un esempio banale: in alcune zone d’Italia e del mondo ci sono persone che, semplicemente facendo il loro mestiere o difendendo le loro idee, rischiano la vita. Persone che fanno lavori simili o che difendono il loro pensiero in altre regioni meritano comunque enorme rispetto, ma rischiano molto meno. Pensi, banalmente, a cosa significhi fare il giornalista in Russia, in Calabria, in Turchia o nella nostra regione. Il coraggio non è dunque un valore assoluto. Ma è un valore sempre necessario, anche in misure fra loro diverse. Il coraggio - faceva dire Manzoni a don Abbondio - se uno non ce l’ha, mica se lo può dare. Invece io penso che ogni persona il coraggio se lo possa dare (e in un certo senso prendere). Ritengo insomma che ognuno di noi possa lavorare non solo sulla sua idea di coraggio, ma anche sull’idea di società che da questo coraggio può derivare. Ed è, lei ha ragione, una conquista quotidiana, non un momento eroico in una vita da mediano.

a.faustini@ladige.it

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