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Arcigay e Caritas: il Trentino

non è immune da presenze

sociali omofobe e xenofobe

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Nemmeno il Trentino sembra essere esente dal fenomeno dell’omofobia.

Lo ha sottolineato la vicepresidente di Arcigay Valeria Occelli stamane durante un’audizione in Quinta Commissione, all’interno della quale si sta discutendo il ddl del Pd che propone di incardinare all’interno del Consiglio provinciale un Osservatorio su odio e discriminazione.

Occelli ha citato un’indagine del Forum per la pace e i diritti umani, che dimostra che ben il 25% della popolazione trentina under 28 intervistata ritiene che assumerebbe un atteggiamento ostile se venisse a sapere dell’omosessualità di una persona conosciuta, mentre il 4% cercherebbe di evitarla.

Il presidente dell’associazione Lorenzo De Preto ha poi aggiunto che un osservatorio permetterebbe non solo di tenere traccia dei singoli episodi di odio e discriminazione subiti da persone, ma renderebbe più agevole la denuncia degli abusi e delle violenze.

Episodi discriminatori, rispetto all’etnia, sono stati invece riportati, tra gli altri, dalla Caritas, che ha menzionato il caso di una famiglia africana che vive e lavora da anni in Trentino e che è costretta a vivere in un costoso residence turistico in quanto le viene negata la possibilità di ottenere un appartamento in affitto.

Nel complesso il ddl ha riscosso condivisione bipartisan, e da parte dell’Università di Trento è giunta una proposta di collaborazione, per provare ad agganciare l’attività dell’osservatorio alla ricerca.

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