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+++ STOP SUPERENALOTTO E SLOT +++

La decisione dei monopoli di Stato:

niente giochi d'azzardo in edicola

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L'Agenzia per le Dogane e i Monopoli ha  sospeso il Lotto e il Superenalotto. La decisione, riportata su una circolare di pochi istanti fa, riguarda tutte le lotterie e le slot machines. 


Proprio oggi, sul giornale l'Adige, un edicolante di Riva del garda ci aveva posto lo stesso problema. 

«La gente esce per il Gratta e vinci ! È incredibile. Io sono qui che faccio un servizio pubblico a mio rischio e pericolo e c'è ancora chi esce per comperare il Gratta e vinci , e sono tanti». Stefano Perla , titolare dell'edicola tabaccheria di viale Dante 98, verso viale Prati, non capisce le contraddizioni in tempi di quasi-coprifuoco.
«Capisco le sigarette e il giornale ma che bene di prima necessità è il Gratta e vinci ? Che rispetto hanno queste persone per la comunità e per me che offro un servizio a tutti? Ne vendo ancora il 30% rispetto a prima».
Perla ne ha parlato con i colleghi, ha telefonato alla Fit (Federazione italiana tabaccai) a Trento «ma non ho trovato nessuno; alla Fit a Roma non hanno saputo dirmi nulla. Ai Monopoli dello Stato non risponde nessuno come sempre».
Nella sua edicola c'è stato un calo del 60% di lavoro: «Vai a giornate, ieri zero, oggi c'è più passaggio. Puoi vendere qualche giornale in più - spiega Perla - ma in cambio dieci anziani non vengono più a comperarlo. Allora da alcuni pensionati che conosco passo io quando esco dal lavoro, e lo lascio nella cassetta delle lettere. Noi siamo sei tabaccai in centro storico per seicento persone per cui non vendiamo tanto, ma sicuramente il tabaccaio del Rione, solo con seimila abitanti, avrà cifre diverse. Quello che mi stupisce, è che tanti vengano per il Gratta e vinci . È poco etico. Le slot le abbiamo spente ma Lottomatica e Gratta e vinci sono in funzione. Purtroppo abbiamo un contratto a rispettare, ma lo dico contro il mio interesse, sarebbero da togliere entrambi. Dogane e monopoli mi scrivono che si può prolungare la scadenza dei termini di riscossione a 90 giorni; insomma incita a giocare. E poi i vigili del fuoco passano col megafono a dire di stare a casa. Io sono obbligato a stare aperto ma che rispetto c'è se in due ore vedo più gente per il Gratta e vinci che per tabacchi e giornali ? Allora l'unica soluzione che ho trovato è di non ordinarne più, quando li avrò finiti cesserà questo via vai».
Quello che spiace a Perla è che in tutti questi giorni di misure eccezionali nessun rappresentante istituzionale sia passato nei pochissimi negozi rimasti aperti a fornire un servizio di prima necessità: «Non è passato nessuno, nemmeno il sindaco di Riva, a salutare, a chiedere come va; eppure a Riva saremo solo una ventina di negozi aperti. Ma dai: fai un giro la mattina, vai alla Coop, dal tabaccaio... Fatti vedere una volta in settimana, un rappresentante delle istituzioni, non fare i video suoi social, passa. E non capisco nemmeno perché per i parcheggi, sono abbonato, perché non avvisano che sono gratuiti, devo leggerlo sul giornale».
Anche Cristina ed Elisabetta Negrisolo vivono i prima linea tutta la situazione con la loro edicola in viale Dante est, nei pressi dell'incrocio con via Roma. «Quello che notiamo - dice Cristina - è che vendiamo più tabacchi, siamo indispensabili per i fumatori. E poi più riviste e Settimane enigmistiche . Facciamo entrare le persone una alla volta e noi usiamo guanti e mascherina e spesso disinfettiamo. Spero finisca tutto presto. Nella mia vita mai avrei pensato di vivere una situazione come questa. Bisogna stare a casa, un sacco di gente non riesce a capirlo; altrimenti non ce ne liberiamo più. Un pensiero va a Bergamo, c'è tristezza».

 

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