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Corre troppo sulla pista da sci

Un conto da 50 mila euro

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Investito sulle piste da sci del Lusia da un avvocato non assicurato e per di più “nullatenente”. Un turista 74enne di Venezia non dimenticherà la vacanza sulle nevi del Trentino dove venne travolto da un altro sciatore. Ci sono voluti 5 anni e una causa civile per ottenere il risarcimento dei danni biologici e morali patiti più il rimborso delle spese di giudizio: quasi 50mila euro che l’attore però fa fatica a incassare.

Il fatto risale al 2 gennaio 2015. Siamo nella Ski area Moena Lusia Bellamonte. Il danneggiato stava sciando sul lato destro della pista Zirmes, con la moglie, il cognato e la consorte di quest’ultimo, quand’è stato centrato da un avvocato cinquantenne di Modena. Questi arrivando  da monte a velocità sostenuta e in diagonale intercettò il pensionato. L’impatto fu violento: il 74enne veneto ebbe la peggio. In preda a forti dolori al braccio, venne immobilizzato dai soccorritori, trasportato a valle e condotto in ambulanza all’ospedale di Cavalese, dove diagnosticarono una lesione alla spalla destra. Concluse all’improvviso le vacanze, il pensionato fu costretto a portare per settimane il tutore, e a sottoporsi a terapie e visite specialistiche. All’incidente assistettero numerosi sciatori che confermarono la dinamica dei fatti indicata anche nel verbale redatto dagli agenti di Polizia in servizio sulle piste.

L’investitore però negava la sua responsabilità a sua volta attribuendo la colpa del sinistro sciistico ad un ragazzino che gli avrebbe tagliato la strada.

Assistito dallo Studio 3A, lo sciatore 74enne promosse una causa civile contro l’avvocato e presunto investitore. La causa civile si è conclusa nei giorni scorsi a 5 anni dal fatto: la sentenza del giudice Massimo Morandini dà ragione allo sciatore veneziano. Il magistrato, sulla base della relazione d’intervento della Polizia, delle testimonianze rese, delle conclusioni della perizia medico legale e delle stesse dichiarazioni dell’investitore, ha scritto che «appare evidente l’esclusiva responsabilità di quest’ultimo nella causazione del sinistro, avendo investito la controparte provocandone la caduta al suolo con conseguente lesione della spalla destra».

Nello specifico, prosegue la sentenza, l’investitore «è incorso nella violazione dell’art. 9 della legge n. 363/2003 che prescrive che «gli sciatori devono tenere una condotta che, in relazione alle caratteristiche della pista e alla situazione ambientale, non costituisca pericolo per l’incolumità altrui; la velocità deve essere particolarmente moderata nei tratti a visuale non libera». È stato violato anche l’articolo 10 della stessa legge: lo sciatore a monte deve mantenere una direzione che gli consenta di evitare collisioni o interferenze con lo sciatore a valle. Infine violato anche l’articolo 11 in tema di sorpasso: «lo sciatore che intende sorpassare un altro deve assicurarsi di disporre di uno spazio sufficiente allo scopo e di avere sufficiente visibilità».

Di qui la condanna dell’avvocato di Modena all’integrale risarcimento quantificato quanto a danno biologico e morale in oltre 25mila euro (è stata riconosciuta un’invalidità permanente del 9%) a cui si aggiungono oltre 6mila euro come danno patrimoniale. Ci sono poi le spese di giudizio per 14mila euro. In totale si arriva a quasi 50 mila euro. «Ma controparte - si legge in una nota dello Studio3A - continua a non voler liquidare il dovuto asserendo di non possedere un euro: bisognerà attivare anche una procedura coattiva». Tutto ciò perché l’investitore non possedeva una polizza di responsabilità civile; non obbligatoria per chi scia ma altamente consigliabile.

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