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Due studenti dell'Università di Trento

in quarantena in Polonia e Romania

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Due studenti dell’università di Trento si trovano attualmente in quarantena in Polonia e Romania.

Nessun allarme di tipo sanitario per i due giovani: entrambi, semplicemente, si sono trovati loro malgrado a dover fare i conti con le cautele che da più parti, ormai in tutto il mondo, vari paesi stanno adottando nei confronti di persone provenienti dal nord Italia.

L’allarme causato dalla diffusione del Coronavirus nel nostro paese sta, infatti, causando ripercussioni non solo dal punto di vista turistico - sia in entrata con migliaia di disdette, che in uscita con “blocchi” ai danni di comitive italiane - ma in generale in ogni campo. Senza che gli scambi legati al programma Erasmus Plus facciano evidentemente eccezione.

Lo studente attualmente sottoposto ad isolamento in Romania, stando a quanto riferito dal rettore Paolo Collini, frequenta la facoltà di Giurisprudenza e si trova nella zona di Cluj-Napoca, città in cui si trova l’Universitatea Babes-Bolyai, da tempo partner della facoltà trentina di via Verdi.

Lo studente in quarantena in Polonia, invece, è iscritto a Ingegneria e si trova ad Opole, dove avrebbe dovuto iniziare a frequentare i corsi alla locale University of Technology.

Lo studente diretto in Romania era partito dall’Italia lunedì 24 febbraio, mentre quello diretto in Polonia era partito l’altro ieri. Entrambi, al loro arrivo, sono stati invitati dalle autorità locali a sottoporsi ad un periodo di quattordici giorni di isolamento, in quanto provenienti genericamente dal nord Italia. A nulla sono valse le spiegazioni fornite da entrambi gli studenti, che hanno cercato di far capire ai loro interlocutori di non essere residenti nelle aree interessate dai focolai di Lombardia e Veneto: i provvedimenti cautelativi - è stato loro risposto - riguardano indiscriminatamente tutte le persone provenienti dall’Italia settentrionale.

«Siamo costantemente in contatto con entrambi», hanno precisato dall’Ateneo la responsabile della Divisione Relazioni Internazionali Grazia Callovini e il responsabile della direzione Didattica e Servizi agli studenti Paolo Zanei, che è anche responsabile dell’ufficio Mobilità internazionale del polo universitario della collina.

«Stanno bene e stanno vivendo questa particolare situazione con la massima serenità. Nessuno di loro ci ha manifestato particolari problemi, al di là del comprensibile disagio legato al dover rivedere i loro programmi per qualche giorno. Gran parte degli studenti coinvolti nel programma Erasmus avevano già raggiunto le loro destinazioni la settimana scorsa, chiaro che nel volgere di qualche giorno, dopo il fine settimana, è cambiato tutto».

«Non escludo purtroppo che ai casi attuali possano aggiungersene altri, visto il livello di allerta che all’estero sta interessando chi proviene dal nostro paese», ha aggiunto il rettore Paolo Collini. «Quello che più conta - ha proseguito - è che i nostri studenti stiano bene e non debbano scontare eccessivi disagi legati a questa situazione che per certi versi è inevitabile».

Della questione si stanno interessando anche i rappresentanti degli studenti, come ha confermato il presidente del Consiglio degli studenti e membro del Consiglio di amministrazione d’Ateneo Edoardo Meneghini: «Valuteremo il quadro complessivo con il rettore e ci faremo portatori nei suoi confronti della richiesta di agevolare in tutti i modi possibili i nostri studenti che si trovano loro malgrado in questa situazione, assistendoli durante la loro permanenza nel periodo di isolamento».

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