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Arriva la Maturità, ai ragazzi

i consigli della Polizia Postale

contro le "fake news" sulle tracce

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«L’esame di maturità è un appuntamento molto importante per i ragazzi perchè li porta confrontarsi con le loro capacità intellettive e conoscitive. Dà loro l’occasione per potersi mettere alla prova ed acquisire quelle capacità di autocontrollo e di risoluzione che sono così necessarie nel prosieguo della vita che affronteranno da adulti. Non devono ostinarsi a cercare scappatoie truffaldine o che possano agevolare il percorso della vita». Lo afferma Sergio Russo, dirigente del Compartimento Polizia postale e delle comunicazioni per il Trentino Alto Adige.

Per l’undicesimo anno consecutivo, infatti, la Polizia postale, in collaborazione con il portale degli studenti Skuola.net, si appresta a lanciare la campagna di sensibilizzazione «Maturità al sicuro», con l’obiettivo di debellare il fenomeno di fake news, bufale e leggende metropolitane ed evitare che gli studenti, oltre a perdere tempo prezioso, possano anche rimetterci del denaro alla ricerca della «soffiata giusta».

L’impatto di queste iniziative è dimostrato dai dati. Dal 2014 ad oggi, ad esempio, si può notare una riduzione del fenomeno: prima, infatti 1 studente su 3 era convinto di poter conoscere le tracce d’esame in anticipo su internet. L’ampio utilizzo dei social media impone, comunque, di non abbassare la guardia. Anche perchè ogni anno gli studenti cambiano, per cui è necessario ripetere i messaggi. I primi maturandi nati nel nuovo millennio sembrano globalmente essere più consapevoli di quelli che li hanno preceduti dodici mesi fa.

Gran parte dei ragazzi è cosciente che utilizzare il telefonino equivale all’espulsione dalle prove d’esame (92%), rimangono incertezze per quanto riguarda ciò che è ammesso o vietato durante la maturità. Per il 31% dei ragazzi, infatti, non costituisce reato ricevere le soluzioni delle tracce dall’esterno, mentre la prova è in pieno svolgimento. Gli studenti, conclude Sergio Russo, «devono imparare a fidarsi di se stessi e a non credere in sterili distrazioni che possono far perdere la giusta forza emotiva che la prova d’esame richiede».

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