Giubileo di Platino: St Paul pronto per rito senza la regina

(ANSA) - ROMA, 03 GIU - E' tutto pronto nella cattedrale anglicana di St. Paul, simbolo religioso di Londra, per il rintocco della campana più grande della Gran Bretagna che segnerà fra un paio d'ore o poco meno l'inizio di una liturgia di ringraziamento per i 70 anni di regno della 96enne regina Elisabetta: evento principale della seconda delle 4 giornate di celebrazioni pubbliche del Giubileo di Platino in programma fino a domenica 5. Una folla si è già radunata attorno alla basilica, seppure in numero inferiore a quella strabocchevole che ieri ha salutato la sovrana sul balcone di Buckingham Palace al via dei festeggiamenti. Fra i primi a giungere, in largo anticipo, il sindaco di Londra, Sadiq Khan. Mentre più tardi - confermata l'assenza di Sua Maestà in persona - si attendono l'erede al trono Carlo, il suo primogenito William (secondo in linea di successione) e gli altri membri della famiglia reale. Vi sarà anche il fratello minore di William, Harry, di ritorno nel Regno con la moglie Meghan dopo il trasloco negli Usa e lo strappo di due anni fa, rimasto ieri fuori dai riflettori - ripreso solo di sfuggita dai media - avendo rinunciato al ruolo di membro senior del casato. Mentre mancherà di nuovo il principe Andrea, terzogenito della regina, accantonato dalla scena pubblica per il coinvolgimento nello scandalo sessuale Epstein e vittima ufficialmente d'un contagio da Covid dell'ultimo minuto. Fra gli invitati - che parteciperanno poi a un banchetto offerto dal Lord Mayor - non mancano il premier conservatore britannico Boris Johnson, chiamato a leggere una pagina del Vangelo durante la messa, il leader dell'opposizione laburista Keir Starmer e i capi dei governo locali di Scozia, Galles e Irlanda del Nord. Un gruppo di giovani provenienti da quelle nazioni del Commonwealth tuttora legate alla corona scandirà infine un Atto d'Impegno solenne di servizio alla collettività, analogo a quello celebre proclamato da una Elisabetta II ventenne ancor prima di salire al trono, per celebrarne la vita e il regno. (ANSA).