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Gli Oscar cedono: quest'anno

premi anche ai film in streaming

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Gli Oscar cedono al coronavirus e aprono ai film solo in streaming.
La prossima edizione della «notte delle stelle» vedrà in corsa anche film usciti direttamente su internet, senza essere mai passati per le sale cinematografiche.
La decisione dell'Academy of Motion Pictures Arts and Science è «temporanea», si legge in una nota del presidente David Ruben e della Ceo Dawn Hudson: «Crediamo fermamente nel fatto che non c'è modo migliore di sperimentare la magia dei film che vederli sul grande schermo. Il nostro impegno su questo è invariato e irremovibile. Nonostante questo, la tragica pandemia del Covid-19 necessita di questa temporanea eccezione».

Lo show va avanti dunque, seppure con limitazioni. La prossima serata degli Oscar è ancora in programma il 28 febbraio del prossimo anno e la nuova norma contiene una importante avvertenza: solo film con una data di uscita nelle sale già in calendario nel 2020 saranno candidabili alle ambite statuette. Questo significa che saranno esclusi dalle selezioni film pensati per la tv e soprattutto che Netflix non avrà carta bianca per tutte le sue produzioni. Significa anche che nuovi problemi si profileranno per film indipendenti che contavano su un debutto a un festival per ottenere il distributore e la data di programmazione: ad oggi dei grandi appuntamenti internazionali resta in piedi solo Venezia.
La regola sarà in vigore fintanto che le sale cinematografiche resteranno chiuse in ossequio alle norme federali, statali e municipali e anche con una valutazione della situazione negli altri Paesi.

Da parte dell'Academy è una concessione piccola ma importante alla luce della tenace opposizione dei suoi «grandi vecchi» come Steven Spielberg che avevano finora messo i bastoni tra le ruote ai servizi in streaming, Netflix in prima battuta, obbligando film papabili agli Oscar come «Roma» di Alberto Cuaron o «The Irishman» di Martin Scorsese a venire presentati in un vero cinema a Los Angeles per almeno una settimana per poter concorrere a ricevere l'ambita statuetta.

A caldo le reazioni degli executive di Hollywood sono state positive: «Era inevitabile», ha detto a Variety un direttore di produzione: «I distributori sono in difficoltà per la chiusura delle sale. Alcuni hanno dovuto ricorrere ai "video on demand" per tirare avanti».
Ma anche quando le sale potranno riaprire, quanti americani se la sentiranno di tornare al cinema? Ad oggi, e prima della scoperta di un vaccino anti Covid, soltanto il 40 per cento, secondo l'ultimo sondaggio Reuters/Ipsos.

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