Inchiesta Trento Rise Stop agli appalti «Pcp»

di Luisa Maria Patruno

C'era un altro bando di Trento Rise per un «Pcp» (appalto pre commerciale o pre commercial procurement), che ha visto la partecipazione della Deloitte, sebbene tramite la società iCare, che ha superato la prima fase di selezione assieme ad altre tre cordate di aziende.
Il bando è stato pubblicato il 23 dicembre del 2013 per un valore di 5 milioni di euro per la realizzazione di una «Piattaforma Ict a supporto di un modello di integrazione di servizi socio-assistenziali, erogati in forma orchestrata» , in sostanza il progetto innovativo era funzionale alla realizzazione del Punto unico d'accesso, che la Provincia intendeva istituire per i servizi socio-assistenziali.

Alla fine dell'anno scorso, però, questo «Pcp» aveva attirato l'attenzione della Commissione europea che aveva avviato una sorta di pre-procedura di infrazione nei confronti della Provincia con una lettera in cui si chiedevano spiegazioni sostenendo che: «In base a un'analisi preliminare dei documento di gara, la procedura in questione non sembra riguardare servizi di ricerca e sviluppo». Il «Pcp» è infatti una forma di appalto particolare che le norme europee consentono per l'applicazione di progetti di ricerca innovativi. Inoltre si contestava il fatto che il bando comunque non era stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell'Ue.

Dopo che la Commissione europea ha acceso i riflettori su questo «Pcp», mentre già era in corso l'inchiesta giudiziaria sull'appalto precedente vinto da Deloitte, la Provincia ha deciso di sospendere due fasi del Pcp oggetto dell'apertura del «pilot» da parte della Commissione europea, di verificare lo stato di attuazione del Pcp su cui c'era indagine della magistratura e infine di effettuare una «ricognizione complessiva dei Pcp nell'accezione di strumenti idonei a rispondere alla domanda di innovazione del settore pubblico, valutando anche le eventuali ricadute contrattuali di di decisioni di sospensione o revoca dello strumento».

La ricognizione è stata avviata insieme alla decisione di liquidare Trento Rise e di sostituirla con un altro consorzio fra Università ed Fbk, a cui sono state aggiunte Fondazione Mach e Trentino Sviluppo, chiamato «Hit» , acronimo di Hub Innovazione Trentino , che non si occupa però più solo di Ict, ma di tutti i campi dell'innovazione.

Proprio in questi giorni la Provincia sta tirando le fila sul tema «Pcp». Il risultato è che ha deciso di sospenderli tutti, tranne uno del valore di 7,5 milioni di euro in materia di turismo ( Piattaforma per la gestione di una migliore esperienza turistica), già aggiudicato (il bando era del 2011), la cui gestione ora dovrebbe passare a Hit. È un progetto che viene ritenuto utile perché si sta applicando. Questo «pcp» era stato vinto da una Rti costituita da Engeneering Ingegneria Informatica spa, Gh srl, Liberologico srl, Pervoice spa, SayService srl, Clesius srl .

Il bando contestato dall'Europa in materia socio-sanitaria è stato invece interrotto alla prima fase. La Provincia ha speso 500.000 euro distribuiti tra le cordate selezionate.

Il «Pcp» oggetto dell'inchiesta della magistratura che era per un progetto su tre anni di 7 milioni di euro di cui 3,5 milioni a carico di Trento Rise, è stato anch'esso interrotto. Le casse pubbliche hanno sborsato per questo 1,4 milioni di euro.

Gli altri «Pcp» cui dopo la ricognizione la Provincia ha deciso di rinunciare riguardano: servizi del patrimonio culturale, well being at home, smart building energy, gestione smart space. I contenuti e il valore dei «Pcp» sono pubblicati sul sito della Provincia anche se l'ultimo aggiornamento risale ad aprile 2014.

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