Un doppio taglio all'Irpef per duecentomila trentini

Il governo Renzi fa un regalo al Trentino. Il decreto Irpef approvato con le garanzie chieste dalle due Province autonome non farà pagare doppio alle casse dell’autonomia e, soprattutto, consente di riportare in vita la norma per ridurre l’addizionale Irpef provinciale dal 1,23% allo 0,9% per i redditi inferiori ai 28.000 euro

di Angelo Conte

ugo rossi e matteo renziIl decreto Irpef del governo Renzi approvato con le garanzie chieste dalle due Province non farà pagare doppio, come temuto inizialmente, alle casse dell’autonomia. E, soprattutto, consente di riportare sotto i riflettori la norma per ridurre il peso del fisco sui redditi di circa 200.000 trentini, aggiungendo così lo sgravio made in Trento a quello del governo Renzi.

 

In pratica, probabilmente già nella giunta di lunedì, potrebbe essere approvata la delibera che recupera il provvedimento sul taglio dell’addizionale Irpef provinciale che era stato ritirato dopo la presentazione del provvedimento del governo sempre in materia di taglio delle tasse per i dipendenti e gli assimilati (collaboratori e lavoratori in cassa integrazione e mobilità, ad esempio).

 

Il problema, come è apparso chiaro una volta che si sono fatti i calcoli del costo del taglio Irpef di Roma, era che alle Province di Trento e Bolzano sarebbero mancati due volte le risorse tagliate. Da un lato, infatti, i circa 60 milioni di euro di taglio dell’Irpef su circa 120.000 dipendenti e assimilati trentini, mancheranno alle casse provinciali per il fatto che in Trentino la Provincia perde così i nove decimi delle tasse pagate sul territorio. Dall’altro, secondo una interpretazione svantaggiosa per la Provincia, il decreto Irpef chiedeva al Trentino di accantonare ulteriori risorse a favore dello Stato, come se il gettito finale del taglio Irpef mancasse anche alle casse romane.

 

Accogliendo le proposte della delegazione regionale il decreto è stato infatti modificato, spiegano i parlamentari regionali, inserendo l’interpretazione per cui la Provincia non pagherà due volte per il taglio Irpef. A seguire la vicenda del decreto alla Camera anche Albrecht Plangger, deputato della Svp, che è intervenuto durante la seduta per esprimere il proprio voto. «Sì - afferma Plangger - l’interpretazione nella versione finale del decreto è tale per cui noi non paghiamo due volte».


Se venisse confermato anche dalla versione in Gazzetta ufficiale, attesa al massimo per lunedì mattina, il decreto Irpef così modificato, apre le porte al recupero del taglio Irpef della Provincia. Il provvedimento, che dovrebbe andare in giunta lunedì, quindi ricalcherebbe lo schema già individuato nei mesi scorsi. Ci sarebbe quindi la riduzione dell’addizionale Irpef dall’attuale 1,23% allo 0,90% per i redditi inferiori ai 28.000 euro, che sono circa 200.000 contribuenti. Questo comporterà una riduzione di entrate per il bilancio della Provincia di 14 milioni di euro.


L’addizionale Irpef nel 2013 ha prodotto un gettito di 89 milioni di euro e le previsioni per il 2014 erano di 91 milioni. La riduzione - che come detto vale solo per i redditi più bassi e dovrebbe partire dal primo luglio - riporta dunque l’aliquota Irpef a quella prevista fino al 2011, ovvero prima dell’aumento deciso a livello nazionale dal governo Monti per il 2012 e il 2013, che era appunto dello 0,90% per tutti. Questo aumento dell’addizionale regionale aveva comportato per il Trentino maggiori entrate per 24 milioni di euro per il 2012 e altrettante per il 2013. Ora, riportando l’aliquota a quella del 2011, almeno per i redditi più bassi, quelli sotto i 28.000 euro l’anno, la Provincia rinuncia ad entrate per più della metà della maggiorazione decisa dal governo Monti.
Il taglio medio previsto è di circa 90 euro annui per beneficiario.

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