Festival dell'Economia, tra gli ospiti Marchionne e Renzi

Festival dell'Economia (30 maggio-2 giugno), si è svolta questa mattina a Milano la presentazione. L'argomento di quest'anno è "Classi dirigenti, crescita e bene comune". Tra i partecipanti due premi Nobel per l’Economia, Eric Maskin e Daniel McFadden, Sergio Marchionne, Pippo Civati, il premier Renzi e Graziano Del Rio. Ugo Rossi soddisfatto: «Il Festival è una risorsa importante per una realtà che pensa in grande»Intervista a Boeri di Franco Gottardi Festival, programma e ospitiDite la vostra sul Festival

marchionneFestival dell'Economia, si è svolta questa mattina a Milano la presentazione dell'evento in programma a Trento dal 30 maggio al 2 giugno. L'argomento di quest'anno è "Classi dirigenti, crescita e bene comune". Tra i partecipanti anche Sergio Marchionne e Matteo Renzi. Ugo Rossi soddisfatto: "Il Festival è una risorsa importante per una realtà che pensa in grande».

 

Festival, programma e ospiti

 

La crescita economica è in gran parte legata alla qualità delle istituzioni. Devono evitare che chi mantiene posizioni di comando possa bloccare l'innovazione, come gli imperatori cinesi che nel XV secolo si opponevano alle esplorazioni dei loro grandi navigatori perché era meglio "lasciare le cose come stanno". Devono promuovere il ricambio delle classi dirigenti senza spingere chi è ai posti di comando ad avere orizzonti troppo ristretti. Devono impedire che un'élite si appropri delle rendite di risorse naturali dissipando un patrimonio collettivo, anziché perseguire il bene comune.

 

In precedenti edizioni del Festival questo problema è stato spesso trattato senza però mai affrontarlo con l'ampiezza di prospettive e l'approfondimento che richiede. Ad esempio, nell'ultima edizione del Festival si è rimarcata l'assenza di una classe dirigente che sia in grado di gestire le istituzioni sovranazionali e di promuovere la ricerca dell'interesse comune al di sopra degli interessi nazionali. Oggi, per parlare di ciò che ci è più prossimo, l'Europa è acefala, per scelta esplicita della Germania di non trasformare il proprio peso economico in leadership politica continentale. E non ci sono vere e proprie classi dirigenti europee.

 

Molte lezioni svolte a Trento in questi anni con riferimento all'incapacità del nostro Paese di tornare a crescere hanno chiamato in causa l'assenza di una classe dirigente capace di portare l'Italia fuori dal circolo vizioso della stagnazione economica, una malattia presente ben prima dell'attuale recessione. Si è sottolineato come manchi non solo una classe politica all'altezza, ma anche una classe manageriale, complici i ritardi del sistema universitario, altra componente della classe dirigente, nel creare scuole di management all'altezza del compito. Ci sono anche troppe commistioni tra politica e altre componenti della classe dirigente, nel senso non solo di persone che ricoprono tanti ruoli allo stesso tempo, ma anche di carriere costruite a partire dalla politica.

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