Iacobone corregge Saviano «Bisogna essere precisi»

«Sono un grande estimatore di Saviano però ritengo che sia necessario essere ben precisi nelle cose che si dicono, è necessario basarsi su fatti reali senza dare adito ad interpretazioni errate». Il questore di Trento Giorgio Iacobone risponde in questo modo alle parole del giornalista Roberto Saviano intervenuto sabato sera al Festival dell'Economia. Durante il suo intervento, Saviano ha parlato di «Autobrennero vena d'oro della coca», di grossi sequestri di droga avvenuti in Trentino  e del rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti delle grandi opere pubbliche

di Giuseppe Fin

«Sono un grande estimatore di Saviano però ritengo che sia necessario essere ben precisi nelle cose che si dicono, è necessario basarsi su fatti reali senza dare adito ad interpretazioni errate». Il questore di Trento Giorgio Iacobone risponde in questo modo alle parole del giornalista Roberto Saviano intervenuto sabato sera al Festival dell'Economia. Durante il suo intervento, Saviano ha parlato di «Autobrennero vena d'oro della coca», di grossi sequestri di droga avvenuti in Trentino  e del rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti delle grandi opere pubbliche.
«Le cose vanno dette per come stanno - afferma Iacobone -. Se io non avessi conosciuto i fatti, l'interpretazione che avrei dato dalle parole di Saviano sarebbe stato che a Trento, nel mese di maggio, sono stati sequestrati 190 chilogrammi di cocaina. Ma questo non è vero».
In realtà, ha spiegato il questore di Trento, lo scrittore si riferiva ad una operazione avvenuta nel corso del 2010 con 35 perquisizioni che hanno riguardato il Trentino Alto Adige, il Veneto, la Lombardia, la Valle d'Aosta e il Lazio. Durante queste operazioni sono stati sequestrati 170 chilogrammi di marijuana e 19 chilogrammi di cocaina. Giorgio Iacobone vuole però essere ancora più preciso citando alcuni dei momenti in cui sono avvenute le operazioni nel 2010. Il 28 gennaio sono stati sequestrati 13 kg di cocaina a Courmayeur, 5,7 kg sempre di cocaina il 29 maggio a Vipiteno, 102 kg di marijuana il 20 aprile a Castel Romano, 59 kg di marijuana a Modena e ancora 5 kg sempre di marijuana a Trento.
«Questi sono i fatti  - ha spiegato il questore -  e se noi vogliamo contrastare la criminalità dobbiamo essere precisi, senza minimizzare o esasperare le cose, perché così facciamo il gioco della delinquenza».
Tra gli aspetti che il Questore Iacobone ha voluto ieri precisare, anche quello riferito all'infiltrazione della criminalità. «Saviano - spiega Iacobone - ha affermato che purtroppo in particolari casi  gli imprenditori trovano più conveniente rivolgersi alla criminalità organizzata quando si trovano in difficoltà, piuttosto che ad una banca. Il caso che abbiamo avuto a Rovereto - a cui Saviano ha fatto riferimento - è stato differente perché l'imprenditore ha denunciato i metodi camorristici e questo ci ha consentito un'operazione che ha investito tutto il Veneto». «Se leggiamo le cose in questo senso - ci spiega Iacobone - si evince che proprio l'attenzione delle Forze dell'ordine trentine hanno permesso sia di risalire al giro di spaccio nazionale sia al contrasto delle infiltrazioni camorristiche. L'inchiesta sulla droga è partita da qui, e l'operazione Aspide è iniziata a Rovereto perché gli imprenditori si sono rivolti a noi, fidandosi della nostra competenza».
Il Questore Giorgio Iacobone ha inoltre ribadito che «l'attenzione da parte di tutte le Forze dell'ordine è sempre elevata su ciò che transita sull'A22. Mi sento responsabile di qualsiasi tentativo di infiltrazione di criminalità sul nostro territorio e ci metto tutto il mio impegno per contrastarla». A rassicurare sulla vigilanza degli appalti e sui lavori per la realizzazione del nuovo ospedale trentino è stato invece il prefetto Francesco Squarcina. «Non serviva Saviano per lanciare allarmi su possibili infiltrazioni criminali sul Not. Ha scoperto l'acqua calda. Sappiamo perfettamente che stiamo parlando di un'opera pubblica e continuiamo a tenere alta l'attenzione e la vigilanza di intesa con la Provincia». Per quest'ultima lo stesso presidente della Provincia Alberto Pacher ha garantito che «sui grandi appalti, come quello del Not, vi è una collaborazione stretta con le Forze dell'Ordine per presidiare il settore».

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