Il nuovo deposito  di Mercatone Uno

Mercatone Uno sfida la crisi ampliando l'unico suo punto vendita in regione a San Michele all'Adige: un capannone nuovo di 6 mila metri quadrati per ospitare il nuovo deposito merce, con un parcheggio sotterraneo della stessa superficie. Ed un altro parcheggio di 5 mila metri, sorgerà in superficie sui terreni già di proprietà di Mercatone Uno. Non appena liberato l'attuale magazzino e trasferita la merce nel nuovo deposito, il negozio sarà completamente ristrutturato ed ampliato di 1.500 metri quadrati

mercatoneSAN MICHELE - Mercatone Uno sfida la crisi ampliando l'unico suo punto vendita in regione a San Michele all'Adige: un capannone nuovo di 6 mila metri quadrati per ospitare il nuovo deposito merce, con un parcheggio sotterraneo della stessa superficie. Ed un altro parcheggio di 5 mila metri, sorgerà in superficie sui terreni già di proprietà di Mercatone Uno. Non appena liberato l'attuale magazzino e trasferita la merce nel nuovo deposito, il negozio sarà completamente ristrutturato ed ampliato di 1.500 metri quadrati.

 

Resterà la palazzina adibita alla vendita di materiale per bricolage e articoli da giardinaggio, mentre il fabbricato esistente ospiterà quasi seimila metri di superficie di vendita, ma sarà soppresso il reparto di articoli sportivi e abbigliamento per lasciare posto alla biancheria e articoli per la casa. Oltre l'arredamento, punto di forza della holding emiliana, Mercatone Uno vuole dedicarsi esclusivamente a tutto ciò che serve in casa: dal mobile fino agli accessori per bagno e cucina.

 

«È una fase storica per il nostro gruppo, che si accinge a introdurre un nuovo format di vendita», spiega Luigi La Torre , direttore commerciale che sta per essere promosso a direttore di rete del gruppo, e quindi dovrà occuparsi del profilo organizzativo degli oltre cento punti vendita sparsi in tutta Italia. Il progetto di espansione, a San Michele, è datato 2012, ma solo ora può essere cantierato, poiché si attendeva l'approvazione definitiva del Prg da parte del consiglio comunale. Con le modifiche urbanistiche, approvate di recente, Mercatone Uno potrà realizzare anche gli accessi viari alle sue tre strutture: entrata a senso unico solo dal lato Sud della statale del Brennero e uscita, sempre in un'unica direzione, sul lato Nord, a fianco del distributore Agip. La nuova viabilità metterà in sicurezza il flusso di veicoli diretti al «Superstore del Mondo casa»; dopo il suo ampliamento, saranno assunti altri venti dipendenti che andranno ad unirsi ai cento che già annovera il punto vendita di San Michele.


La Torre smentisce poi la voce che stava girando insistentemente nella Piana rotaliana, secondo la quale Mercatone Uno aveva intenzione di trasferire altrove il negozio di San Michele. «Non so chi e perché abbia messo in giro questa voce (che tra l'altro aveva diffuso una comprensibile preoccupazione tra i dipendenti, ndr), poiché mai il nostro gruppo ha ipotizzato una cosa del genere! Il progetto del nuovo capannone è la conferma che Mercatone Uno rimarrà qui per sempre! I lavori sarebbero già partiti, se non fosse stato per i ritardi nell'approvazione del Prg».


Con il palese calo dei consumi dovuto a una crisi economica che sembra non avere mai fine, non è rischioso investire così tanto denaro per ampliare il negozio? «A San Michele, secondo le stime, manteniamo sempre lo stesso trend di incassi: 15 milioni di euro abbiamo ricavato dalle vendite lo scorso anno ed anche il 2013 si sta attestando su questa cifra. Quanto alla crisi, credo che da questa situazione si possa uscire con una nuova stagione della politica. Anche a livello locale abbiamo bisogno di nuovi amministratori pubblici, capaci di fornire alla gente maggiori garanzie sul futuro e, soprattutto, sull'occupazione giovanile. Io giro per tutta Italia e qui in Trentino ho notato un fenomeno rilevante, sotto quest'aspetto: mentre una volta erano i giovani di altre regioni che venivano qui in cerca di lavoro, ora sono i trentini che tentano di emigrare e cercare fortuna nelle altre regioni o all'estero. Anche le troppo leggi provinciali frenano l'imprenditoria; se un giovane vuole avviare un'attività commerciale, deve superare mille difficoltà di ordine burocratico. E se non si tolgono questi ostacoli, non si uscirà dalla crisi».

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