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“Benigni”, l’ultima pagina: venerdì ha chiuso dopo 83 anni la storica libreria del centro di Trento

È un pezzo di storia che viene a mancare, quella dell'attività della sua famiglia. Il papà Arturo aveva cominciato nel 1939, quando dopo essere rimasto senza lavoro e con le figlie da crescere (Maria aveva 2 anni), ebbe la possibilità di rilevare la libreria dell'onorevole Lionello Groff, all'angolo tra piazza Fiera e via Santa Croce
 

di Leonardo Pontalti

TRENTO. Venerdì mattina, Maria ha indossato per l'ultima volta il grembiule beige, con la targhetta metallica in bella vista: "cartolibreria Benigni".E per l'ultima volta, per tutto il giorno, ha accolto nella libreria di via Belenzani con il suo sorriso clienti e amici, matita in mano per segnare sul taccuino il prezzo dei libri e calcolatrice sul bancone per togliere il 33% di sconto dal prezzo di copertina.

Alle 19, Maria Benigni ha salutato gli ultimi clienti, dopo quasi settant'anni. Una vita. Quella che lei - e prima con lei la sorella Pia, e prima ancora con loro la madre Ida - ha dedicato ai libri «amici pazienti», come ha ricordato riprendendo un motto che ha sempre portato avanti negli anni.

È un pezzo di storia che viene a mancare, quella dell'attività della sua famiglia. Il papà Arturo aveva cominciato nel 1939, quando dopo essere rimasto senza lavoro e con le figlie da crescere (Maria aveva 2 anni), ebbe la possibilità di rilevare la libreria dell'onorevole Lionello Groff, all'angolo tra piazza Fiera e via Santa Croce.

Dall'autunno del 1982, quarant'anni fa, il trasferimento in via Belenzani, presenza amica e discreta, con un consiglio per tutti in vetrina: ogni volume, un cartellino, scritto a mano, per indicare quale titolo potesse essere più affine a ciascun potenziale lettore.

Era emozionata venerdì, Maria Benigni: è stata affiancata per tutto il giorno dai nipoti - che dall'estate in poi l'hanno aiutata in negozio in vista della chiusura - e letteralmente circondata da tanti clienti di ogni età che hanno voluto passare per salutarla.«Ma tornerò, devo sistemare ancora le ultime cose prima che gli scaffali vengano svuotati».

I libri invenduti saranno affidati ad altre librerie con cui è già stata concordata la cessione dei volumi: «Non vorrà mica che anche un solo libro finisca buttato! I libri sono amici pazienti, sono importanti per formare la mente. Spero che la passione per la lettura non venga mai meno, soprattutto nei giovani».

Ora dopo una vita, Maria riposerà più del solito, senza indossare il suo grembiule beige. O forse lo farà lo stesso, per amore più che per abitudine.

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