Sicurezza / Intervista

Il Commissario del Governo va in pensione: «Criminalità, attenzione sempre alta perché il Trentino fa gola»

Lascia un incarico breve, ma denso di avvenimenti, dalla morte di Papi all’inchiesta Perfido ed i tentativi di infiltrazione delle mafie: «Siete una comunità esposta particolarmente a determinati tipi di rischi»

di Leonardo Pontalti

TRENTO. Accompagnando ex colleghi e amici giunti da Firenze, si è concesso una domenica da turista. Come quelle che lo vedranno tornare in Trentino dal prossimo 1 maggio, quando sarà in pensione. Il 30 aprile prossimo per il prefetto Filippo Santarelli sarà l'ultimo giorno da commissario del Governo, dopo un incarico breve ma segnato da numerosi fronti caldi e importanti risultati. «Quello di cui vado più fiero è senza dubbio essere riuscito a mantenere l'impegno che mi ero assunto a Natale davanti alla popolazione di Lona Lases e alle istituzioni: ridare alla comunità un sindaco eletto con il regolare esercizio della democrazia».

Un mandato breve il suo, poco più di un anno. Se ne va con qualche rimpianto o lasciando avviati percorsi che avrebbe voluto portare a termine?

«Rimpianti no anche se, certo, un altro annetto sarei rimasto volentieri a lavorare. Qui ho trovato una realtà che mi ha conquistato, soprattutto per la capacità di saper fare rete. Anche tra istituzioni: non è scontato vedere amministrazioni diverse, provinciale, comunali, collaborare sempre a favore della comunità. Una comunità esposta particolarmente a determinati tipi di rischi».

Quelli legati alle infiltrazioni della criminalità organizzata?

«Esattamente. A Lona Lases purtroppo la situazione è venuta alla luce quando la locale della 'ndrangheta si era già radicata. Sono serviti anni di denunce, indagini, per venirne a capo e abbiamo visto tutti cosa ciò comporti. Sono serviti anni per riavere elezioni e servirà ancora tempo perché si torni a fare impresa. Costi sociali ed economici gravissimi. Per questo in Trentino l'attenzione va sempre tenuta alta. E un territorio che fa gola a chi delinque perché si trova in una posizione strategica, ha un tessuto economico vivace, un'amministrazione che può sostenere l'economia con molti fondi e strumenti».

Abbiamo rischiato di avere altri casi come quello cembrano?

«E rischiamo ogni giorno. Sul Garda qualche anno fa la camorra, con i Casalesi, voleva sbarcare grazie a professionisti infedeli che segnalavano ai referenti malavitosi le situazioni di difficoltà economica delle imprese, per infiltrarsi tramite la proposta di prestiti che poi imprenditori e commercianti non erano più in grado di restituire, vedendosi costretti a cedere alla malavita le attività. L'operazione Serpe aveva permesso di sventare questi tentativi, ma in Trentino si deve capire che questi continueranno, perché la malavita organizzata non è più quella che si manifesta con la violenza ma si rende appetibile, propone aiuti in momenti difficili a chi è in affanno. Per questo le sinergie istituzionali sono fondamentali. Sono i sindaci a poter segnalare alle forze dell'ordine operazioni sospette, compravendite opache e così via. E se dunque c'è una cosa di cui vado fiero è di andarmene dopo aver contribuito a diffondere ancor più di prima questa sensibilità all'attenzione, a tutti i livelli».

In Trentino si è trovato alle prese anche con problematiche per lei inedite, come quelle legate ai grandi carnivori.

«Purtroppo poco dopo il mio arrivo si erano succedute l'aggressione al fratello del sindaco di Rabbi e la tragedia di Andrea Papi. Sono costantemente in contatto con i suoi familiari, una vicenda che mi ha colpito molto. E ho scoperto un mondo che non conoscevo, e nel quale ho dovuto iniziare a muovermi, potendolo fare - come in tutti gli altri ambiti del mio lavoro - grazie alla collaborazione di uno staff preparato e scrupoloso. Potendo contare anche sulle grandi capacità del questore Maurizio Improta e di tutte le forze dell'ordine, che hanno fatto sì che anche nei momenti di più grande tensione le manifestazioni sul tema non sfociassero mai in scontri o disordini. E poi l'impegno istituzionale, lo sforzo anche normativo fatto per tenere i rapporti tra Provincia e Ispra. Come commissariato del governo abbiamo contribuito ad accelerare la procedura per dotare i forestali dello spray anti orso: è pur sempre classificato come arma e le procedure sono complesse. Ora si continuerà a lavorare per dotarne anche le altre forze dell'ordine in servizio nelle zone a rischio, anche se invece per poterlo far usare alla cittadinanza il percorso è ancora più complesso e non lo vedo semplice».

Dopo 13 mesi e 18 giorni, ora la pensione. Cosa farà?

«Tornerò a Roma, dove è sempre rimasta la mia famiglia e cercherò di dedicarmi agli studi universitari in Storia. Era la mia passione da ragazzo, poi scelsi Giurisprudenza per fare il magistrato ma dopo il primo concorso in polizia rimasi lì e non me ne pento. Ho avuto il privilegio di lavorare ai massimi livelli in tante bellissime comunità che porto nel cuore come continuerò a portare nel cuore Trento e il Trentino. Ci vedremo presto con gli amici che ho conosciuto qui: ad agosto tornerò per le vacanze in Val di Sole».

 

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