Politica / Il voto

Verso le elezioni: i partiti "porta a porta" a caccia di voti. Ecco le strategie per conquistare consensi

Cartelloni soprattutto nelle valli, social e pochi santini. Gazebo: “lotta” a chi ne fa di più. Come si muovono Fratelli d’Italia, Lega, Pd e Patt 

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di Matteo Lunelli

TRENTO. Siamo nelle ultime due settimane prima del voto. E la campagna elettorale è pronta ad una forte accelerata: se agosto è stato una sorta di riscaldamento, ora si inizia a fare sul serio. Comizi, gazebo, incontri.

Ma anche pubblicità su giornali, radio e tv, poi i classici santini e manifesti, in parte sostituiti dalla comunicazione online, con post sponsorizzati su Facebook, newsletter, messaggi su WhatsApp.

In Trentino, stando ai segretari di alcuni dei principali partiti, le parole d'ordine sono territorio e porta a porta. D'altra parte, al netto dei sondaggi, una certezza pare esserci già: il primo partito italiano, in ascesa, sarà quello degli astenuti. Ed ecco allora che tutti i partiti hanno l'obiettivo di andare a raccogliere i voti di chi, ad oggi, il 25 settembre ha intenzione di fare di tutto tranne recarsi al proprio seggio.

Per intercettare queste persone, di ogni età, la strategia è quella di andare in strada e in piazza: per ora le plance per i manifesti elettorali sono sostanzialmente vuote (ma, assicurano i partiti, non per molto) e di santini e volantini nella cassetta delle lettere manco l'ombra. Il tutto sostituito in parte dalla comunicazione web, più rapida ed economica, e dagli incontri vis a vis, magari fugaci ma efficaci.

Fratelli d'Italia.

Il partito punta sulle piazze. E in questo ha nel proprio consigliere Claudio Cia un punto di riferimento: «Vado soprattutto nelle valli e da maggio 2021 ho fatto 161 gazebo». Conferma il commissario regionale Alessandro Urzì: «Lui rappresenta lo spirito del partito. E non essendo candidato lo fa come militante. La nostra idea in queste ultime due settimane è di incontrare più persone possibili: ci sono i gazebo nelle piazze e nei mercati, ma anche riunioni e semplici incontri con una o due persone, magari imprenditori, che ci chiedono un confronto su programmi e obiettivi. A tutti spieghiamo, visto che alcuni lo mettono in dubbio, che noi saremo i campioni dell'autonomia. Cartelloni? Per tutto il Trentino ne abbiamo fatti 1.400. Peccato che i vandali ce li strappino. Ai santini provvedono i singoli candidati. Il budget è di qualche decina di migliaia di euro».

Partito Democratico.

«Siamo attivi sui social - spiega Lucia Maestri, segretaria del Pd - ma puntiamo soprattutto ai contatti casa per casa: vogliamo incontrare le persone, confrontarci e spiegare le nostre idee. Per farlo, oltre ai gazebo (ne faremo più di 50 in tutto il Trentino solo nel fine settimana), cerchiamo di andare in giro per città e paesi, "a caccia" di coloro che non sanno per chi votare e che si asterrebbero. I cartelloni nelle valli li abbiamo già affissi, mentre santini e volantini cerchiamo di consegnarli a mano, proprio per spiegare alle persone. Uno dei nostri punti di forza sono i tantissimi giovani volontari. Budget? Circa 20 mila euro per tutta la squadra.

Lega.

Diego Binelli, segretario della Lega, è sicuro: «La nostra forza è stare sul territorio, in mezzo alla gente: dal 22 agosto al 23 settembre abbiamo 250 gazebo in ogni angolo della provincia. Per quanto riguarda i manifesti ne abbiamo 1.500 e l'80% è già stato affisso. Poi faremo un secondo giro tra una settimana. Naturalmente presidiamo i social con tutti i nostri, dai consiglieri fino ai singoli militanti. Il budget è tra i 20 e i 30 mila euro come partito».

Partito Autonomista.

Il porta a porta è la strategia principale anche per il Patt, come conferma il segretario Simone Marchiori. «È una campagna elettorale un po' strana, improvvisa e veloce. Perciò stiamo cercando di incontrare più cittadini possibile, andando sul territorio, nei singoli paesi. Le sezioni periferiche organizzano i gazebo, mentre i candidati preferiscono muoversi e portare a mano i santini. Cartelloni ne abbiamo circa 2.000, mentre il budget è di circa 10 mila euro, ma era un'ipotesi prudenziale di qualche settimana fa».

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