Credito / Svolta

Cassa Centrale Banca, Sandro Bolognesi nuovo direttore e AD, prende il posto di Sartori

Un cambio operativo con molti risvolti: continuità con la promozione del vice, ma anche nomina di un uomo molto apprezzato dalle Rurali, e con una visione «politica» differente

di Lorenzo Ciola e Francesco Terreri

TRENTO. Sarà Sandro Bolognesi, già vicedirettore generale, a guidare Cassa Centrale Banca fino al prossimo rinnovo delle cariche, previsto in tarda primavera in occasione dell'assemblea di bilancio. Come il suo predecessore, Mario Sartori, ricoprirà sia l'incarico di amministratore delegato, sia di direttore generale. La decisione è stata presa ieri dal consiglio di amministrazione della banca.

Le dimissioni di Sartori, andato in pensione, erano operative da martedì. Bolognesi, tecnicamente, è stato nominato direttore generale e cooptato in cda come amministratore delegato perché questo prevede l'attuale statuto. Uno statuto che dovrebbe cambiare nei prossimi mesi e che, secondo la bozza deliberata, prevede due novità sostanziali.

La prima, direttamente collegata a quanto accaduto ieri in cda, è che non ci sarà più l'obbligo di avere un amministratore delegato, con competenze definite. Di conseguenza, presidente e consiglio di amministrazione avranno un ruolo più centrale.

La seconda novità, sarà quella che lega un'eventuale via libera allo spostamento della sede di Ccb ad una maggioranza qualificata del 70% dei soci. Una blindatura per il Trentino, considerato che i soci locali rappresentano circa il 32% del capitale.

Bolognesi è molto apprezzato tra le Casse rurali e viene considerato una figura diversa da Sartori. Un elemento di relativo stacco che è probabilmente diventato necessario dopo che il precedente Ad era finito in minoranza in cda su Carige.

Una partita che Cassa Centrale ha deciso di giocare nel 2019 con la prospettiva di assumere il controllo della banca genovese, salvo poi rinunciare al progetto con qualche perdita da mettere in conto. Questo perché Ccb aveva ottenuto l'8,34% delle azioni, a fronte di un investimento di 63 milioni (un euro per azione).

Ora l'Opa che dovrebbe essere lanciata da Bper su Carige prevede il pagamento di 0,80 per azione, con una possibile perdita per Ccb. Se avesse conservato tutto il pacchetto azionario, si potrebbero ipotizzare 13 milioni al termine dell'Opa. Prima di Natale, però, circa il 3% dei titoli dovrebbe già essere stato ceduto a prezzi ancora inferiori.

Da un punto di vista più politico, Bolognesi viene visto nell'ambiente come l'uomo che vede con favore un recupero dell'identità cooperativa di recente appannata. Per arrivare a questo assetto sarebbe stato decisivo il fatto che il presidente Giorgio Fracalossi si sia schierato con la maggioranza del cda e delle Bcc.

Tuttavia il lavoro di Sartori per il consolidamento del gruppo e per farlo diventare più forte non può essere sottovalutato perché siamo in pieno risiko bancario e un altro polo a gestione cooperativa, proprio quello di Bper cioè Unipol, si sta allargando e si propone come terzo polo bancario nazionale. Inoltre, sostengono gli analisti, con la fine delle moratorie Covid torneranno ad aumentare i crediti deteriorati.

Proprio nell'ultima riunione con i sindacati, Sartori spiegava che decisivi erano i buoni risultati della semestrale del gruppo, col risultato netto di 307 milioni di euro e l'indice di solidità patrimoniale al 21%. Buone notizie anche da crediti, assicurazioni, risparmio gestito e dall'ok dell'esame Bce: tutti elementi che permettono di «proseguire in autonomia», aveva detto Sartori, pur confermando gli «ottimi rapporti con Iccrea», l'altro polo bancario coop. Sartori tuttavia evidenziava la necessità di scendere ancora col deteriorato, pari a metà 2021 a 3,3 miliardi cioè il 6,1% degli impieghi. Per questo a fine anno è stata fatta un'altra cessione di crediti da 580 milioni, e, su spinta degli enti regolatori Bce e Banca d'Italia, si è cominciato a ridurre il portafoglio con rischio sovrano Italia, cioè i titoli di Stato, che sono gran parte dei 36 miliardi di titoli in mano al gruppo.
 

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