Uisp del Trentino: Egon Angeli eletto presidente, succede a Iori

Egon Angeli è stato eletto oggi alla carica di presidente dell’associazione Uisp (Unione italiana sport per tutti) del Trentino.

Angeli - si legge in una nota dell’ente - ha 40 anni, è nato a Rovereto e svolge la professione di ingegnere. Da sempre è attivo nel mondo del volontariato, dello sport e del sociale, in particolare sui temi della promozione sportiva, delle politiche giovanili e per la famiglia. Il neoeletto presidente sarà affiancato da Delia Belloni (30 anni), Giulio Boccardi (23) e Valentina Dorigotti (33), nominati nella giunta esecutiva.

Il congresso del comitato trentino, tenutosi in mattinata, ha rinnovato anche il consiglio territoriale, composto da Federico Barnaba (per gli sport informali), Luca Berlanda (arti marziali), Michele Ciurletti (atletica), Loris Curzel (Dragon boat), Emilio Fioravanti (arco storico), Francesca Ianes (capoeira), Tommaso Iori, Danila Marchesoni (Dragon Boat), Elisa Mazzucchi (ginnastica), Giorgio Passerini (nuoto), Giovanni Toldo (ciclismo).


«Egon Angeli - si legge nel comunicato -ha 40 anni, è nato a Rovereto, città nella quale vive con la famiglia. Ingegnere di formazione, da sempre attivo nel mondo del volontariato, dello sport e del sociale, in particolare sui temi della promozione sportiva, delle politiche giovanili e per la famiglia. Delia Belloni è nata nel 1990, è sociologa e formatrice esperienziale: da anni collabora con la UISP come operatrice in ambito ludico-sportivo con bimbi e ragazzi.

Giulio Boccardi è nato a Trento nel 1997: artista, fotografo e appassionato di BMX, è uno degli animatori del Patto di Collaborazione “Park Trento”, che ha reso possibile la nascita e la gestione condivisa come “bene comune” dello Skate Park di Maso Smalz a Trento. Valentina Dorigotti è nata nel 1987: laureata a Trento in Gestione e Conservazione dei Beni Culturali, collabora con associazioni sportive e culturali di tutto il territorio regionale.

I membri del nuovo Consiglio territoriale saranno 15, con 14 volti nuovi e 4 dirigenti di più lunga esperienza: Egon Angeli, Federico Barnaba (sport informali), Delia Belloni, Luca Berlanda (Arti marziali), Giulio Boccardi (sport informali), Michele Ciurletti (Atletica), Loris Curzel (Dragon Boat), Valentina Dorigotti (Danza), Emilio Fioravanti (Arco storico), Francesca Ianes (Capoeira), Tommaso Iori, Danila Marchesoni (Dragon Boat), Elisa Mazzucchi (Ginnastica), Giorgio Passerini (Nuoto), Giovanni Toldo (Ciclismo). Hanno portato il loro saluto Salvatore Panetta (Assessore allo sport del Comune di Trento), Elisabetta Bozzarelli (Assessora alla cultura, turismo e politiche giovanili del Comune di Trento), Luca Paolazzi (Vicesindaco e assessore allo sport del Comune di Lavis), Paolo Crepaz (Vicepresidente Vicario CONI - Comitato Provinciale di Trento), Pirous Fateh Moghadam (Azienda provinciale per i Servizi Sanitari), Andrea La Malfa (Presidente Arci del Trentino e presidente del Forum del Terzo Settore), le dirigenti del Comitato UISP Bolzano Claudia Cantisani e Gabriella Dellalana, oltre al vicepresidente nazionale dell’UISP Tiziano Pesce. Al centro dell’intervento del nuovo presidente, i temi dell’inclusione sociale e del contrasto alle disuguaglianze: “Il 2020 è stato segnato dall’emergenza epidemiologica che ha sconvolto tutti gli aspetti della nostra vita.

Il protrarsi di questa situazione di incertezza stia minando le risorse di speranza e fiducia nel futuro di cui le nostre realtà si nutrono. È quindi il futuro l’elemento di cui dobbiamo preoccuparci prioritariamente. Un futuro che richiede come primo passo una sicurezza sanitaria, ma che non si può nutrire di solo questa. Vi è la necessità di preparare il terreno su cui ricostruire un tessuto sociale che, già fragile prima dell’epidemia, rischia di arrivare talmente indebolito alla ripartenza da non riuscire a essere generatore di cambiamento. Per tessuto sociale si intende certo le molte realtà associative e le forme collettive di cui il Trentino è particolarmente ricco, ma anche gli “atomi” delle comunità: le famiglie, volutamente al plurale per evidenziarne le molte e diverse nature che originano famiglia. Perché dobbiamo sempre tenere presente che se è vero che il virus colpisce senza distinzioni, è altrettanto vero che non siamo tutti uguali di fronte alle conseguenze della pandemia. L’Istat nel rapporto annuale 2020 dichiara che mai come ora le disuguaglianze mordono il paese e colpiscono soprattutto giovani, donne e anziani, che hanno pagato e stanno pagando spesso con l’isolamento. In questo contesto dobbiamo rileggere con forza la parte finale del nostro acronimo: “per tutti”.

Non è possibile dunque non considerare le natura politica del nostro essere sul territorio, nell’esserci per tutti e nello svolgere un ruolo sociale durante la proposta delle nostre attività sportive”. Alta l’attenzione anche sulle esigenze e i bisogni delle associazioni sportive: “La situazione attuale ci impone un impegno straordinario per il supporto delle realtà sportive. Purtroppo le difficoltà hanno toccato tutti, anche se in maniera diversa, e tutti siamo consci del grande pericolo che tutto il settore sta attraversando. C’è il rischio che la ripartenza per alcuni non si realizzi mai, obbligati a chiudere definitivamente le attività. Questo deve essere il nostro primo obiettivo: un supporto organizzato alle realtà sportive per consentire una ripartenza che tutti ci auguriamo sia vicina e certa nei tempi e nei modi.

Anche qui però mi sento di ricordare che la tutela del mondo sportivo non è da pensare come autotutela, ma come un investimento per la comunità. Siamo convinti che lo sport sia benessere per le persone e che ci sia bisogno di noi, di tutti noi, che sui territori ci sia bisogno delle nostre attività sportive e non solo perché ci aspettiamo di coltivare campioni, ma perché ci piace pensare di seminare benessere”. Quello del “bene comune” è un concetto ribadito dal presidente uscente, Tommaso Iori, che passa il testimone dopo due mandati: “Abbiamo sacrificato tantissimo, in questi mesi: relazioni, contatti, movimento. Ma abbiamo fatto questo sacrificio con grandissimo senso di responsabilità, subordinando gli interessi particolari all’interesse generale. Lo abbiamo fatto consapevoli che - oggi più che mai - lo sport non può viversi come qualcosa di altro dalla società, ma come un elemento incardinato nella società stessa.

Ma non siamo rimasti passivi e rassegnati: tutti noi ci siamo messi in gioco, abbiamo inventato soluzioni alternative, sfruttando tutti gli strumenti che avevamo a disposizione per continuare a offrire a tutti i cittadini l’opportunità di muoversi, di mantenersi in salute, di curare se stessi e le proprie relazioni. E non siamo stati passivi nemmeno nei confronti delle istituzioni e della politica: di fronte a norme talvolta sbagliate, ingiuste, dannose, quasi sempre incomprensibili e spesso inapplicabili, abbiamo detto la nostra, sia a livello nazionale che a livello locale. Ma non lo abbiamo mai fatto rivendicando uno status speciale, dicendo “prima noi” o peggio ancora “solo noi”, ma sempre inserendo le nostre proposte in un quadro di interesse generale che guardava alla salute e al benessere di tutte e di tutti, soprattutto dei più fragili.

Questa tensione verso l’interesse generale, il “bene comune”, credo sia stata la costante di tutta l’azione della nostra associazione in questi ultimi 8 anni di lavoro: in questa tensione positiva siamo riusciti a costruire un’identità associativa nella quale la promozione sportiva e la promozione sociale non sono più due facce della stessa medaglia, ma un’espressione nitida e coerente della UISP”. Dopo aver sfiorato i 10mila tesserati nel 2019, la UISP del Trentino ha chiuso l’anno del Covid con quasi 8mila tesserati e oltre 100 associazioni affiliate: numeri che, assieme alla capacità di garantire al contempo continuità e rinnovamento degli organismi dirigenti, coinvolgendo sempre nuove risorse e competenze, lasciano ben sperare per un futuro difficile, ma nel quale ci sarà ancora più bisogno dei valori e delle azioni della UISP».

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