+++ ALTRI 10 DECESSI IN IN TRENTINO +++ ma i nuovi contagiati sono solo 18 ed i tamponi fatti calano a meno di 600

In apertura il presidente Maurizio Fugatti ha fornito come di consueto il bilancio della situazione. «Oggi registriamo purtroppo 10 decessi, di cui 3 nelle RSA. I contagiati sono 18, 17 con tamponi ed 1 senza, un dato basso. Le terapie intensive sono scese a 38, altro dato positivo. I tamponi eseguiti sono oggi 599 e il livello dei positivi è del 3 per cento, il contagio è stabilizzato e in calo» ha detto Fugatti.

Nelle ultime 245 ore, ha detto l’assessore Segnana, ci sono stati 632 persone in RSA, 47 in casa di cura, 18 in internamento volontario, e a domicilio 1560 persone. I ricoverati sono 254 (18 meno di ieri), in terapia intesiva 38 (-2), i guariti sono 1329 (+34).

Dei dieci morti, 3 sono deceduti in RSA, 6 in ospedale (ma 1 di questi proveniva da una RSA), ed 1 in casa di cura. Il totale dei deceduti è di 376.

Il presidente ha però ammonito: «Non dobbiamo pensare che sia un dato definitivo, potrebbe nei prossimi giorni andare al 6 o 7. Ma noi abbiamo sempre forniti i dati in massima trasparenza. Ieri, dopo l’analisi, abbiamo dato i decessi totali in RSA e quanti di questi erano stati sottoposti a tampone; oggi l’Azienda Sanitaria provinciale ha chiesto una nuova attenzione su come vengono certificati nei parametri Istat. Dalle Rsa arrivano ora questi nuovi dati, li renderemo trasparenti, all’interno di quel monte dati di morti che abbiamo dato ieri».

Inoltre Fugatti si è vantato dell’alto numero di tamponi effettuati: «C’è un dato che riteniamo molto positivo che ci ha dato l’Università di Trento, il rapporto sullo stato dei tamponi in Italia; il Trentino è terzo a livello nazionale; se il Veneto è visto come la priincipale regione che si è attivata su questo, noi siamo al terzo posto. Abbiamo fatto un lavoro importante. Per dire ai trentini che i tamponi effettuati da noi sono oltre la soglia nazionale che è il 2,1%, mentre da noi il 4,1».

Ha poi smentito che il basso numero di tamponi fatto oggi (599, due settimane fa se ne promettevano 1500-2000) sia dovuto a scarsità di reagenti per le analisi: «I reagenti si fa fatica a trovarli, come prima, ma noi in Trentino non abbiamo problemi». Non ha però spiegato come mai si è passati in un weekend da 1501 tamponi effettuati (il massimo mai raggiunto) a 599.

Da oggi sono disponibili, per i pazienti non gravi in quarantena, delle strutture alberghiere: 24 stanze in Paganella, nelle Giudicarie 15, in Val di Sole 30, in Val di Fassa 40 e nell’ Alto Garda 84 stanze. Il costo sarà a carico della Protezione Civile.

«È una iniziativa “volontaria” per i soggetti che decidono di uscire dagli ambienti familiari - ha detto Fugatti - e l’Azienda sanitaria invita le persone positive ad entrarci». L’ha ben spiegato il dottor Antonio Ferro, sempre molto chiaro: «Abbiamo visto che la quarantena non viene fatta bene. La persona in quarantena deve essere in isolamento dal resto della famiglia; deve passarla nella camera, il pasto va fatto da solo e se usa il bagno usi un bagno privato, o se ce n’è uno solo, lo disinfetti ogni volta. Adesso abbiamo anche gli alberghi a disposizione, proprio per questo: è essenziale che non si contagi il nucleo familiare. Lo dico perché oggi vediamo che sono ancora tanti i casi di contagio in famiglia, il 50 per cento».

Per Ferro «Abbiamo avuto 7400 persone in isolamento; il dato interessante è che il 50% erano conviventi di persone positive, il 20% amici, il 13% colleghi ed il 7 per cento altro. Stiamo seguendo molto questa problematica per capire bene anche come intervenire. Quindi il 50 per cento che contagia è un familiare. Per questo abbiamo pensato agli alberghi per l’isolamento volontario».

Il dottor Ferro è stato poi chiamato a rispondere alle accuse di tanti operatori e dei sindacati su come è stata gestita la cura degli anziani in Rsa: «Su questo bisogna che evidenziamo il momento storico: se vediamo il dato è quello che più di 72 persone sono state curate in terapia intensiva ospedale, e decine comunque venivano dalle RSA e sono state portate al Pronto Soccorso. Questo dimostra - ha detto Ferro - che c’era un flusso fra RSA e ospedale, e il dato eclatante è che molti decessi di questi giorni erano pazienti da Rsa e che sono stati ricoverati in ospedale».

Gli è stato poi chiesto quanti sono stati i tamponi fatti in Rsa: «a mente non so il dato preciso, direi
più di 4000 tamponi, ma visti 2800 soggetti. Capita che i tamponi vengono conteggiati non solo ”a testa”, ma anche quelli doppi in soggetti che possano aver bisogno di farne più di uno». Ma Ferro ha spiegato che «Quando forniamo i dati dettagliati, sono separati fra tamponi in genere e tamponi “a testa”». Non così quando vengono riportati i dati in conferenza stampa da Segnana e Fugatti. E in questo modo le percentuali cambiano di molto.

Fra le domande del pubblico, si segnala: «Si può avere una “patente” una volta finito l’emergenza?» Il dottor Ferro ha ammesso: «In questa fase stiamo aspettando i test sierologici, quando li avremo, con il test anticorpale si può valutare se uno è immune o no. In questa fase non è possibile».

LA MAPPA DEI CONTAGI IN TRENTINO

 

 

 
 
 
 
 
 
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